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Discussione: “Sbattezzo”

  1. #1
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    Predefinito “Sbattezzo”

    “Sbattezzo”
    come cancellare gli effetti civili del battesimo





    CHE COS’È IL BATTESIMO?


    Stando al catechismo della Chiesa cattolica, il battesimo è il mezzo «mediante il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di dio, si diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione». Come un bambino di pochi giorni possa essere reso partecipe della missione della Chiesa resta, ovviamente, un mistero della fede.



    Va ricordato che il battesimo è un rito estraneo alla narrazione evangelica: l’unico passo esplicito (Mt. 28,19) è spesso considerato dagli studiosi come una manipolazione posteriore, mentre Gesù, pur battezzato da Giovanni, personalmente non battezzò mai nessuno, né tanto meno risulta siano mai stati battezzati gli apostoli.


    PERCHÉ LA CHIESA BATTEZZA I NEONATI?


    Gesù decise di farsi battezzare solo quando ebbe compiuto trent’anni.


    Agli albori della cristianità il battesimo veniva impartito agli adulti.


    Successivamente, con l’affermarsi della nuova religione, il rito venne gradatamente anticipato anche in seguito all’elaborazione teologica del peccato originale, tuttora in vigore.


    Ancora oggi, infatti, la Chiesa ritiene che i bambini «nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale» e hanno bisogno del battesimo «per essere liberati dal regno delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di dio».


    Se un neonato non ha la potestà legale di stipulare alcun atto, non si capisce a maggior ragione perché debba compiere, dopo pochi giorni di vita, una scelta che potrebbe pregiudicarne - da un punto di vista religioso - l’accesso al paradiso. La palese assurdità della cosa ha spinto la maggior parte delle Chiese ad istituire la cresima, o confermazione in età adulta della “presunta” volontà del neonato di farne parte. La Chiesa cattolica ha tuttavia, anche in questo caso, giocato d’astuzia, anticipando progressivamente l’età della Cresima, che oggi viene somministrata anche a dieci anni.


    IL BATTESIMO COME ADESIONE ALLA CHIESA CATTOLICA: È LEGALE?


    A proposito dei battesimi forzati impartiti ai bambini ebrei.



    Il codice di diritto canonico, al canone 868, stabilisce questa assurda norma: «il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori»!



    Qualora si verificasse, i genitori dello sfortunato bambino potrebbero denunciare il battezzante per violazione dell’art. 30 della Costituzione.


    Ricordiamo che tale articolo stabilisce che «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i propri figli». Attenzione, però: «istruire» non significa affatto «imporre». Insegnare ai propri figli la verità della religione cattolica non deve quindi avere come automatica conseguenza l’adesione vita natural durante alla Chiesa cattolica, così come insegnare ai propri figli il gioco degli scacchi non deve comportare l’iscrizione vita natural durante al club degli scacchi.


    La sentenza della Corte Costituzionale n. 239/84 ha inoltre stabilito che l’adesione ad una qualsiasi comunità religiosa debba essere basata sulla volontà della persona: difficile, a nostro avviso, rintracciare tale volontà in un bambino di pochi giorni.


    Infine, secondo la legge 675/96, l’appartenenza religiosa è considerata un dato sensibile, esattamente come l’appartenenza sindacale e politica, la vita sessuale e alla salute dell’individuo. Non si capisce pertanto perché, se la legge impedisce ai genitori di iscrivere i propri figli ad un sindacato, ad un partito, ad un’associazione gay, non debba conseguentemente impedire l’adesione ad una organizzazione religiosa.


    PERCHÉ CANCELLARE GLI EFFETTI DEL BATTESIMO?


    Non certo per fare un contro-rito vendicativo: nessuna associazione laica lo riterrebbe una cosa seria.


    Ci sono invece motivazioni ben più importanti:

    per coerenza: se non si è più cattolici non vi è alcuna ragione per essere considerati ancora tali da chi non si ritiene più degni della propria stima;
    per mandare un chiaro segnale a tutti i livelli della gerarchia ecclesiastica;
    per una questione di democrazia: troppo spesso il clero cattolico, convinto di rivolgersi a tutta la popolazione della propria parrocchia, "invade" la vita altrui (pensiamo alle benedizioni natalizie, o più banalmente al rumore prodotto dalle campane). Si crea così una sorta di "imposizione teocratica" e si diffonde la convinzione che bisogna battezzare, cresimare, confessarsi e sposarsi in chiesa per non essere discriminati all’interno della propria comunità. Abbattere questo muro è una battaglia essenziale per vivere in una società veramente libera e laica.
    Per rivendicare la propria identità nei passaggi importanti della propria vita. Non essere più cattolici comporta l’esclusione dai sacramenti, l’esclusione dall’incarico di padrino per battesimo e cresima, la necessità di una licenza per l’ammissione al matrimonio (misto), la privazione delle esequie ecclesiastiche in mancanza di segni di ripensamento da parte dell’interessato. Significa quindi non dover sottostare alle richieste del proprio futuro coniuge di voler soddisfare la parentela con un rito in chiesa, non vedersi rifilare una estrema unzione (magari mentre si è immobilizzati), e avere la sicurezza che i propri eredi non effetturanno una cerimonia funebre in contrasto con i proprî orientamenti.
    il catechismo della Chiesa cattolica ricorda (n. 1267 e 1269) che il battesimo «incorpora alla Chiesa» e «il battezzato non appartiene più a se stesso […] perciò è chiamato […] a essere “obbediente” e “sottomesso” ai capi della Chiesa». Qualora non lo siano, le autorità ecclesiastiche sono giuridicamente autorizzate a “richiamare” pubblicamente il battezzato. Nel 1958 il vescovo di Prato definì “pubblici peccatori e concubini” una coppia di battezzati sposatasi civilmente. La coppia subì gravi danni economici, intentò una causa al vescovo e la perse: essendo ancora formalmente cattolici, continuavano a essere sottoposti alla sua autorità. Ogni prelato può quindi tranquillamente permettersi esternazioni denigratorie nei confronti dei battezzati: perché rischiare?

    L’ASSOCIAZIONE PER LO “SBATTEZZO”

    L’Associazione per lo Sbattezzo nasce negli anni ’80 proprio su queste tematiche, che porta avanti attraverso l’organizzazione di meeting anticlericali, campagne di sensibilizzazione e pubblicazioni. Suo il merito di aver sollevato il problema in Italia: attraverso questa associazione sono partite le prime lettere verso le parrocchie italiane. Il modulo che presenta sul suo sito, tuttavia, è privo di valore giuridico, non facendo riferimento ad alcuna legge dello Stato italiano. Oggi la parola “sbattezzo” è entrata a far parte dei dizionari.



    L’INIZIATIVA GIURIDICA DELL’UAAR

    Nel 1995 l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha avviato una campagna per la "bonifica statistica" dei battezzati. Dopo aver verificato le risposte fumose ed evasive alle richieste di cancellazione ricevute dai parroci (le poche volte che costoro si degnavano di rispondere), ha preferito spostare il confronto in sede giudiziaria.


    Attraverso un socio individuato ad hoc, ha così intrapreso un ricorso al Garante per la protezione dei dati personali (Stefano Rodotà), chiedendo di intervenire nei confronti delle parrocchie refrattarie alla cancellazione del battesimo.


    IL SUCCESSO DELL’INIZIATIVA GIURIDICA UAAR

    Nel settembre 1999 il Garante per la protezione dei dati personali si è pronunciato sul ricorso del socio UAAR.



    Secondo il Garante non si può cancellare il battesimo, in quanto documenta un episodio effettivamente avvenuto: inoltre, anche in questo caso, la doppia ragione sociale di Stato estero e di ente religioso permette alla Chiesa di usufruire di privilegi che altre confessioni non hanno.


    È però possibile, per chiunque lo desideri, far annotare la propria volontà di non appartenere più alla Chiesa cattolica. Si tratta di un riconoscimento importante, con il quale per la prima volta la giurisprudenza italiana stabilisce un metodo per l’ottenimento di un elementare diritto civile, quello di non essere più considerati “figli della chiesa”.


    Il comunicato del Garante.



    Lo sconcerto cattolico deve essere stato notevole, se persino un esponente considerato "illuminato" come don Zega, dalla prima pagina della "Stampa" del 29 settembre 1999, riusciva a confondere UAAR e Associazione per lo Sbattezzo, cercando poi di buttare tutta la vicenda sul goliardico.


    Come conseguenza pratica, però, l’iniziativa dell’UAAR ha costretto la Conferenza Episcopale Italiana ad emanare già il 20 ottobre 1999 un Decreto Generale sull’argomento.


    L’UAAR, incassato il parziale successo, ha comunque deciso di ricorrere al tribunale di Padova, che ha in sostanza confermato quanto statuito da Rodotà, sancendo però che «è lo Stato che si riserva il potere di verificare se sussistano i presupposti per escludere il proprio intervento con riguardo agli atti dell’autorità ecclesiastica».



    Nel novembre 2002 la Conferenza dei vescovi italiani, riunita in assemblea plenaria, ha dovuto confermare la legittimità delle richieste formulate col modulo UAAR.

  2. #2
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    COSA BISOGNA FARE PER NON ESSERE CONSIDERATI PIÙ CATTOLICI?

    se si conosce la chiesa presso la quale si è stati battezzati, bisogna semplicemente scrivere una lettera al parroco con la quale si chiede che sia annotata la propria volontà di non far più parte della Chiesa cattolica.

    Non è necessario fornire alcuna motivazione. Disponiamo di una lettera modello, puoi scaricarla in formato *.RTF; è altresì disponibile in formato *.PDF.

    se non la si conosce (oltre a fare un tentativo collegandosi a www.parrocchie.it), inviate un messaggio a soslaicita@uaar.it per esaminare le possibilità di inviare una richiesta al vescovo.

    Consigliabile una raccomandata con avviso di ricevimento: indispensabile richiedere la conferma dell’avvenuta annotazione e allegare la fotocopia della carta d’identità. Non è necessario inviare ulteriori comunicazioni per gli altri sacramenti ricevuti (comunione, cresima, ecc), né l’abbandono della Chiesa cattolica invalida il matrimonio concordatario eventualmente contratto.


    Nel caso vengano frapposti degli ostacoli, chiediamo a tutti di segnalarcelo a soslaicita@uaar.it per ottenere una consulenza sull’argomento. La campagna avviata dall’UAAR ha infatti provocato un discreto sgomento all’interno delle gerarchie cattoliche. Sul magazine dei sacerdoti Vita Pastorale del luglio 2002 mons. Battaglino, pur riconoscendo come «del tutto legittima la richiesta presentata per iscritto dall’avente diritto di far annotare a margine dell’atto di battesimo come parte integrante di esso il sopravvenuto rifiuto dell’appartenenza alla Chiesa cattolica e di pretendere dal responsabile dei registri la comunicazione scritta dell’avvenuta annotazione», è arrivato a sostenere che «mancando tutt’ora il regolamento attuativo, promesso ma non ancora stilato, di queste disposizioni, si suggerisce di accusare ricevuta della richiesta notificando la riserva di renderla operativa appena possibile». Una posizione arbitraria e giuridicamente non sostenibile.



    Ricordiamo che - in mancanza di risposta da parte della parrocchia - è possibile presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali: alcuni soci UAAR hanno già avuto soddisfazione proprio in virtù di un intervento del Garante stesso (estratto della Relazione sull’attività 2002 presentata dal Garante). Il 13 luglio 2003 il quotidiano La Repubblica ha pubblicato con grande rilievo l’articolo «La mia lunga battaglia per essere sbattezzato» a firma di Jenner Meletti, sulla storia di una richiesta formulata da un socio UAAR e sulla sua vittoriosa lotta contro il parroco che non voleva provvedere all’annotazione.



    Il Vicariato di Roma aveva preso l’abitudine di contattare i richiedenti per avere conferma della richiesta nel corso di un colloquio. Questo colloquio non è assolutamente necessario per il buon esito della richiesta, come ha sancito ancora una volta il Garante della Privacy nel novembre 2003 (estratto della Relazione sull’attività 2003 presentata dal Garante).



    Un esempio di annotazione su un atto di battesimo. Alcuni siti hanno pubblicato le lettere dei parroci che confermavano l’avvenuto “sbattezzo” (ad esempio Calogero) o le testimonianze di alcuni “sbattezzati” (ad esempio Briblo).



    Negli ultimi anni, i cittadini che si sono “sbattezzati” sono stati migliaia. Sull’argomento è stata anche scritta una tesi di laurea (da parte di Andrea Albertazzi).

    LO “SBATTEZZO” ALL’ESTERO

    Il problema dello “sbattezzo” non è solo italiano: lanciato in Belgio alcuni decenni fa da Alternative Libertaire, ha calamitato l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto in Francia.



    Qui la legge ha sancito sia il diritto alla cancellazione, sia il dovere dell’ente ecclesiastico di fornire prove della stessa: i vescovi di Carcassone e Mende hanno rischiato pesanti condanne per non aver provveduto nei termini stabiliti (aggiornamenti sulla campagna di “sbattezzo” in Francia: Europe et Laïcité; Vivre au Présent).



    In Germania le cose sono ancora più semplici: una legge del 1919 impone alle religioni di "contare" i propri membri in base alla volontà dei propri fedeli di versare una somma variabile tra l’8 e il 10 per cento delle proprie imposte. Se non si vuole pagare questa tassa si è automaticamente fuori dalla Chiesa e cessano gli effetti del battesimo, mentre se si è battezzati si è invece obbligati a pagare le tasse alla propria Chiesa. La dichiarazione ufficiale di uscita dalla chiesa è effettuabile a partire dal raggiungimento della maggiore età (ovvero a quattordici anni, per quanto riguarda l’appartenenza religiosa).

  3. #3
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    LETTERA PER LO SBATTEZZO

    Raccomandata A/R



    Al Parroco della parrocchia di:

    ....................................

    indirizzo

    ....................................
    ....................................
    ....................................



    data ....................................


    OGGETTO: istanza ai sensi dell’art. 7 del Decreto Legislativo n. 196/2003.


    Io sottoscritt__, nat__ a ________________________________ il ___________________, residente a ______________________ in ______________________________________, con la presente istanza, presentata ai sensi dell’art. 7, comma 3, del Decreto Legislativo n. 196/2003, mi rivolgo a Lei in quanto responsabile dei registri parrocchiali.


    Essendo stato sottoposto a battesimo nella Sua parrocchia, in una data a me non nota ma presumibilmente di poco successiva alla mia nascita, desidero che venga rettificato il dato in Suo possesso, tramite annotazione sul registro dei battezzati, riconoscendo la mia inequivocabile volontà di non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata “Chiesa cattolica apostolica romana”.


    Chiedo inoltre che dell’avvenuta annotazione mi sia data conferma per lettera, debitamente sottoscritta.


    Si segnala che, in caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente istanza entro 15 giorni, il sottoscritto si riserva, ai sensi dell’art. 145 del Decreto Legislativo n. 196/2003, di rivolgersi all’autorità giudiziaria o di presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali.


    Ciò, in ottemperanza del Decreto Legislativo n. 196/2003 (che ha sostituito, a decorrere dall’1/1/2004, la previgente Legge n. 675/1996), in ossequio al pronunciamento del Garante per la protezione dei dati personali del 9/9/1999 e alla sentenza del Tribunale di Padova depositata il 29/5/2000.


    Si allega fotocopia del documento d’identità.


    Distintamente.

    Firma _______________________________



    AVVERTENZA: prima di inviare la richiesta è indispensabile leggere le informazioni pubblicate sul sito Web dell’UAAR - Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (www.uaar.it), sezione Laicità, scheda Sbattezzo, para*grafo «Cosa bisogna fare per non essere considerati più cattolici?».


    LETTERA IN FORMATO PDF

    http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/modulo_parroco.pdf

  4. #4
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    TROVA LA PARROCCHIA PER LO SBATTEZZO

    HTTP://WWW.PARROCCHIE.IT

  5. #5
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    «Sbattezzo»: a Verona una richiesta di gruppo

    venerdì, 23 dicembre 2005

    Questa mattina, tra le 10 e le 11, il coordinatore del Circolo UAAR di Verona ha accompagnato 12 cittadini/e di Verona in vescovado. Ciascuno era munito del modulo UAAR per lo sbattezzo, debitamente compilato. C’era una televisione locale e due giornalisti della carta stampata, sempre locale. Uno alla volta gli sbattezzandi sono entrati nell’ufficio del cancelliere vescovile ed hanno apposto la firma in sua presenza. Qualcuno aveva portato una bottiglia di vino ed alla fine, all’uscita, si è allegramente brindato. Da notare che di recente la Curia aveva dichiarato alla stampa che in provincia di Verona ci sono solo 4/5 sbattezzi all’anno.

  6. #6
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    UAAR è l'acronimo dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, un'associazione italiana di atei e di agnostici indipendente da forze politiche o da altri gruppi di pressione. Costituitasi di fatto nel 1987 e legalmente nel 1991, l'UAAR promuove dibattiti, manifestazioni, convegni, eventi e altre iniziative. Ha sede legale a Padova ed è presente, tramite strutture territoriali chiamate circoli, in più di venti province e in undici regioni d'Italia.
    L'UAAR persegue i seguenti scopi generali:

    promozione della conoscenza delle teorie atee e agnostiche e di ogni visione razionale del mondo, dell'uomo e della sua vita;
    sostegno alle istanze pluralistiche nella divulgazione delle diverse concezioni del mondo e nel confronto fra di esse, opponendosi all'intolleranza, alla discriminazione e alla prevaricazione.
    Per quanto riguarda l'Italia, l'UAAR persegue la completa laicità dello Stato, lottando contro le discriminazioni contro atei e agnostici, pretendendo l'abolizione di ogni privilegio accordato alla religione cattolica nella società e nella scuola in particolare, promuovendo la stessa abrogazione dell'art. 7 della Costituzione che riconosce i Patti Lateranensi fra Stato italiano e Vaticano.
    L'UAAR è membro della FHE - Federazione Umanista Europea, l'unione delle associazioni laico-umaniste europee con sede a Bruxelles (Belgio), di cui l'UAAR è rappresentante per l'Italia, e dell'IHEU - Unione Internazionale Etico-Umanista, con sede a Londra (Regno Unito).

    Attività congressuale dell'UAAR

    Tutti gli organi dell'UAAR sono eletti democraticamente dai soci. In particolare, il rinnovo degli organi centrali (comitato di coordinamento nazionale) avviene durante i congressi nazionali. A tutto il 2005, l'UAAR ha organizzato sei congressi, uno dei quali, il quinto, convocato nel 2002 solo per modifiche formali allo statuto.
    Il primo e il secondo congresso, tenutisi nel 1992 a Venezia e nel 1995 a Bologna, ebbero carattere preminentemente organizzativo. Dal terzo congresso, tenutosi a Trento nel 1998, si iniziò a discutere più profondamente sulle linee-guida dell'associazione, operazione che proseguì nel corso del quarto congresso (Firenze, 2001), nel quale furono stabilite le Tesi programmatiche dell'UAAR. Esse definiscono gli scopi, le modalità d'azione e d'intervento nella vita pubblica del Paese, le relazioni con altre forze sociali quali associazioni affini, collaterali e partiti politici, il confronto con temi sociali interessanti anche se non direttamente inerenti l'attività dell'associazione (il pacifismo, ad esempio). Tutti temi ripresi e sviluppati poi nel corso dell'ultimo congresso (Firenze, 2004), che hanno messo per la prima volta l'associazione di fronte a una vastissima pluralità di posizioni, dovute al considerevole incremento delle associazioni.

    Altri eventi organizzati dall'UAAR

    L'UAAR organizza dal 2000 la Settimana Anticoncordataria, che si tiene a Roma nel periodo a cavallo tra l'11 e il 18 febbraio. La data non è casuale, perché l'11 febbraio 1929 è la data del primo Concordato Stato-Chiesa, firmato da Mussolini e il card. Gasparri; e il 18 febbraio 1984 è la data del secondo Concordato, firmato da Craxi e il card. Casaroli, segretario di Stato vaticano. Con tale secondo Concordato la religione cattolica cessò di essere quella ufficiale dello Stato italiano, in compenso furono introdotti meccanismi come l'Otto per mille sull'IRPEF e il gradimento curiale per gli insegnanti di religione nella scuola statale. Altri anniversari cadono in questo intervallo, tra cui l'anniversario della nascita di Charles Darwin (12 febbraio) e quello del rogo in Campo de' Fiori a Roma di Giordano Bruno (17 febbraio 1600). La Settimana Anticoncordataria è un'occasione per discutere sulla laicità in Italia e su argomenti come la libertà di coscienza e di religione, l'autodeterminazione dell'uomo, la libertà sessuale, il ruolo femminile nella società, la libertà di ricerca scientifica, grazie anche a un comitato di presidenza onoraria dell'associazione che vede tra i suoi componenti personalità della scienza e della cultura come l'astrofisica Margherita Hack, il matematico Piergiorgio Odifreddi e l'esperto di bioetica Valerio Pocar. Dal 2004 nel corso della suddetta Settimana l'UAAR organizza, in prossimità del 12 febbraio, anche il Darwin Day, novità per l'Italia ma molto diffuso altrove nel mondo. Nel 2005 tale evento si è tenuto, sempre a cura dell'UAAR, in varie città d'Italia, tra cui (oltre a Roma) Torino, Pisa, Verona, Genova, Bari e Lecce.
    Il 30 novembre e 1° dicembre 2003 l'UAAR ha organizzato presso la Sala dei Dioscuri al Quirinale, a Roma, il convegno La laicità indispensabile, una conferenza internazionale sponsorizzata dalla FHE e patrocinata dall'Ufficio per le tematiche della Multietnicità del Comune di Roma, nel quale hanno preso la parola giuristi affermati, rappresentanti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati e ospiti internazionali.

    Pubblicazioni

    Dal dicembre del 1996 l'UAAR pubblica la rivista L'Ateo (originariamente trimestrale, dal 2003 bimestrale).
    Nel periodico, oltre a riportare le iniziative promosse dall'UAAR o da singoli soci - sempre però con il sostegno dell'associazione - viene dato spazio anche a fatti di attualità. Viene inoltre stimolato il contributo o l'intervento di chiunque abbia a cuore la causa e la diffusione del pensiero laico.

    UAAR

    Anno di fondazione 1991
    Sede legale Padova
    Segretario Giorgio Villella
    Direttore de L'Ateo Maria Turchetto
    Webmaster Sergio D'Afflitto
    Sito Web http://www.uaar.it


    Circoli territoriali


    Bergamo
    Bologna
    Cosenza
    Firenze
    Genova
    Lecce
    Livorno
    Milano
    Modena
    Napoli
    Padova
    Palermo
    Pavia
    Pisa
    Roma
    Torino
    Trento
    Treviso
    Udine


    COMITATO DI PRESIDENZA


    LAURA BALBO
    MARGHERITA HACK
    DANILO MAINARDI
    PIERGIORGIO ODIFREDDI
    PIETRO OMODEO
    FLORIANO PAPI
    VALERIO POCAR
    EMILIO ROSINI
    SERGIO STAINO



    http://www.uaar.it/

  7. #7
    Obama for president
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    non si vede l'utilità di questa iniziativa

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da benfy
    non si vede l'utilità di questa iniziativa
    se uno si vuol sbattezzare lo faccia.
    se questa associazione insegna come si fa non è un problema.
    ognuno faccia come crede.

  9. #9
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    l'importante E' Comunicare, E Questo Forum Ne Da' Il Modo, Dato Ke La Societa' E' Piena Di Comunicazioni Contrarie Ke Non Informano Ki Non Crede.

    E' Normale Ke I Bigotti Siano Contrari, I Credenti Rispettosi Siano Rispettosi, E Ki Non Abbia Nulla Da Dire Possa Dire Le Solite Stupidaggini.

    Laicita' Dello Stato E Informazione Si Coniugano Per Combattere L'ignoranza.

    Chi Si Dikiara Contro Ogni Forma Comunicativa, Ci Tiene Ad Uno Stato Ke Manitiene Nell'ignoranza Il Proprio Popolo Per Comandarlo Come Pecore.

  10. #10
    Il cinismo ci salverà
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    Ai limiti del delirio, anzi, decisamente oltre...

 

 
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    Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 07-01-06, 03:56

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