Atto unico europeo
L'Atto
unico europeo (AUE), firmato a Lussemburgo e all'Aia ed entrato in
vigore il 1° luglio 1987, ha riformato il Trattato di Roma e posto
le basi per una maggiore integrazione tra i paesi della Comunità
sotto tre profili: per un passaggio dal mercato comune al mercato
unico, per nuovi e più importanti poteri alla Comunità
e per nuove regole di decisione degli organi comunitari.
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1.
Testo del trattato |
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Titolo I Disposizioni
comuni |
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Titolo II Disposizioni
che modificano i trattati che istituiscono le Comunità
europee |
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Titolo III Disposizioni
sulla cooperazione europea in materia di politica estera |
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Titolo IV Disposizioni
generali e finali |
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2. Atto finale |
1. Testo del Trattato
SUA MAESTÀ IL RE DEI BELGI, SUA
MAESTÀ LA REGINA DI DANIMARCA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
FEDERALE DI GERMANIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA, SUA
MAESTÀ IL RE DI SPAGNA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE,
IL PRESIDENTE DELL'IRLANDA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA,
SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO, SUA MAESTÀ LA
REGINA DEI PAESI BASSI, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE,
SUA MAESTÀ LA REGINA DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA
DEL NORD,
ANIMATI dalla volontà di proseguire
l'opera intrapresa con i trattati che istituiscono le Comunità
europee e di trasformare l'insieme delle relazioni tra i loro Stati
in un'Unione europea conformemente alla dichiarazione solenne di Stoccarda
del 19 giugno 1983,
RISOLUTI ad attuare questa Unione europea
sulla base, da un lato, delle Comunità funzionanti secondo
le proprie norme e, dall'altro, della cooperazione europea tra gli
Stati firmatari in materia di politica estera, dotando l'Unione dei
mezzi d'azione necessari,
DECISI a promuovere insieme la democrazia
basandosi sui diritti fondamentali sanciti dalle costituzioni e dalle
leggi degli Stati membri, dalla convenzione per la salvaguardia dei
diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dalla Carta
sociale europea, in particolare la libertà, l'uguaglianza e
la giustizia sociale,
CONVINTI che l'idea europea, i risultati
acquisiti nei settori dell'integrazione economica e della cooperazione
politica e la necessità di nuovi sviluppi siano conformi agli
auspici dei popoli democratici europei per i quali il Parlamento europeo,
eletto a suffragio universale, è un mezzo di espressione indispensabile,
CONSAPEVOLI della responsabilità
che incombe all'Europa di adoperarsi per parlare sempre più
ad una sola voce e per agire con coesione e solidarietà al
fine di difendere più efficacemente i suoi interessi comuni
e la sua indipendenza, nonché di far valere in particolare
i principi della democrazia e il rispetto del diritto e dei diritti
dell'uomo, ai quali essi si sentono legati, onde fornire congiuntamente
il loro contributo specifico al mantenimento della pace e della sicurezza
internazionali conformemente all'impegno che hanno assunto nell'ambito
della Carta delle Nazioni Unite,
DETERMINATI a migliorare la situazione
economica e sociale, approfondendo le politiche comuni e perseguendo
nuovi obiettivi, nonché ad assicurare un migliore funzionamento
delle Comunità, consentendo alle istituzioni di esercitare
i loro poteri nelle condizioni più conformi all'interesse comunitario,
CONSIDERANDO che i capi di Stato o di
governo hanno approvato, nella conferenza di Parigi del 19-21 ottobre
1972, l'obiettivo della realizzazione progressiva dell'unione economica
e monetaria;
CONSIDERANDO l'allegato alle conclusioni
della presidenza del Consiglio europeo di Brema del 6 e 7 luglio 1978
nonché la risoluzione del Consiglio europeo di Bruxelles del
5 dicembre 1978 relativa all'instaurazione del Sistema monetario europeo
(SME) e ai problemi connessi e rilevando che, conformemente a questa
risoluzione, la Comunità e le banche centrali degli Stati membri
hanno preso un certo numero di misure destinate ad attuare la cooperazione
monetaria,
HANNO DECISO di stabilire il presente
atto e a tal fine hanno designato come plenipotenziari:
SUA MAESTÀ IL RE DEI BELGI:
Signor Leo TINDEMANS, ministro delle
Relazioni esterne;
SUA MAESTÀ LA REGINA DI DANIMARCA:
Signor Uffe ELLEMANN-JENSEN, ministro
degli Affari esteri;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE
DI GERMANIA:
Signor Hans-Dietrich GENSCHER, ministro
federale degli Affari esteri;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ELLENICA:
Signor Karolos PAPOULIAS, ministro degli
Affari esteri;
SUA MAESTÀ IL RE DI SPAGNA:
Signor Francisco FERNÁNDEZ ORDÓÑEZ,
ministro degli Affari esteri;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE:
Signor Roland DUMAS, ministro delle
Relazioni esterne;
IL PRESIDENTE DELL'IRLANDA:
Signor Peter BARRY, T. D., ministro
degli Affari esteri;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA:
Signor Giulio ANDREOTTI, ministro degli
Affari esteri;
SUA ALTEZZA REALE IL GRANDUCA DEL LUSSEMBURGO:
Signor Robert GOEBBELS, sottosegretario
al ministero degli Affari esteri;
SUA MAESTÀ LA REGINA DEI PAESI
BASSI:
Signor Hans VAN DEN BROEK, ministro
degli Affari esteri;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE:
M. Pedro PIRES DE MIRANDA, ministro
degli Affari esteri,
SUA MAESTÀ LA REGINA DEL REGNO
UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD:
Signora Lynda CHALKER, sottosegretario
di Stato, ministero degli Affari esteri e del Commonwealth,
I QUALI, dopo aver scambiato i loro
pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma, hanno convenuto
le disposizioni che seguono: