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PROGRAMMI ELETTORALI - ELEZIONI EUROPEE 2004
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ELEZIONI EUROPEE 2004: PROGRAMMI ELETTORALI - FIAMMA TRICOLORE

Elezioni Europee 2004: Programmi Elettorali - Fiamma Tricolore
 

Progetto della Fiamma Tricolore per la “nostra” Europa Nella continuità del progetto missino per l‘Europa Nazione, vogliamo rafforzare il ruolo geopolitico dell’Europa e dell’Italia, la loro proiezione sul Mediterraneo, sull’Africa e sull’Est Europeo; salvaguardare gli interessi vitali (energetici, economici, militari e della sicurezza) e rilanciare l’indipendenza geostrategica europea, che tale può essere solo affrancandosi dalla dipendenza assoluta nei confronti della NATO. Siamo favorevoli ad allargare l’Europa alla Russia e ai Paesi dell’Est europeo, ma solo una volta che siano acquisite garanzie sulla stabilità politico-economica di dette Nazioni. Sosteniamo la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, dall’Irlanda alla Palestina al Tibet, ovunque non vi sia il rispetto delle culture, dei modi di vita tradizionali, od ove gli interessi politici autoctoni collidano con quelli dei potentati economico-finanziari. Siamo favorevoli a cancellare il debito dei Paesi in Via di sviluppo, ma contro la fine dello sperpero dei denari pubblici attraverso gli “aiuti al Terzo Mondo”, erogati, e spesso male amministrati, dalle cosiddette” organizzazioni non governative”. Vogliamo aiutare questi Paesi non con erogazioni dirette o “prestiti capestro”, ma con impegni diretti delle imprese e delle competenze europee nella realizzazione delle opere infrastrutturali civili.Siamo contrari all’immigrazione che sradica e impoverisce i Paesi d’origine dei flussi, delle forze più vive, mentre crea sfruttamento e contrasto sociale nei Paesi di destinazione; siamo contrari al “meltingpot” che omogeneizza e mortifica le culture. Vogliamo esportare formazione professionale e “competenze europee” per la valorizzazione delle risorse autoctone dei Paesi in Via di Sviluppo.
Recupero della piena sovranità politica e diplomatica dei Popoli Europei attraverso:
1) la creazione di una Forza Armata Europea all’altezza delle esigenze della difesa del Territorio e di quelle collegate alla naturale e storica funzione europea di Potenza pacificatrice, ordinatrice, civilizzatrice;
2) la denuncia del patto NATO che - avendo perso l’originale funzione di contrapposizione al patto di Varsavia - rappresenta un’inaccettabile limitazione della Sovranità dell’Europa;
3) l’affermazione dell’irrinunciabile principio secondo cui l’appartenenza alla comunità di destino “Europa” è sancita dalla condivisione di Tradizioni, Storia, Etnia e Cultura, ne consegue la drastica opposizione all’ingresso di Turchia ed Israele al pari di qualsivoglia altro Stato od Entità non rispondente ai requisiti suddetti;
4) la Revisione del trattato di Maastricht per quanto concerne temi chiave per la vita l’identità, la sovranità economica dei popoli d’Europa quali:
a. costruire un Europa Nazionale del lavoro basata sulla partecipazione sociale e sulle relative rappresentanze politiche in ossequio ai principi del corporativismo.
b. sovranità popolare della moneta e quindi affrancamento della moneta europea dal controllo dell’internazionale finanziaria, operato per mezzo della “Banca Centrale Europea” e quanto altro sia utile ai fini del ripristino dell’indipendenza e della sovranità monetaria, così come a rendere precisamente comprensibile il valore della moneta;
c. misure drastiche di limitazione e precisa regolamentazione dell’immigrazione, sancendo il principio dell’obbligatorietà del possesso di casa e lavoro ai fini della permanenza sul territorio, annullando la concessione del diritto di ricongiungimento famigliare, così come il ristabilimento dello ius sanguinis.
d. istituzione delle barriere doganali – per la difesa della sovranità, anche economica, dal diktat mondialista e dalla finanza transnazionale - nei confronti dei prodotti extraeuropei, avendo l’abbattimento delle barriere dato benefici solo alle multinazionali che hanno monopolizzato produzione e vendita ed impoverito le imprese e i lavoratori europei dell’industria e dell’artigianato.
e. Siamo contrari alla globalizzazione finanziaria e delle economie di scala; siamo contrari alla delocalizzazione industriale che crea sfruttamento all’estero e disoccupazione nell’Europa Occidentale. Siamo contrari alle grandi aziende che ricorrono alla cassa integrazione o al licenziamento e rivendono, nelle “Nazioni madri” e a “prezzi di mercato”, quanto prodotto a costi assai inferiori, privatizzando utili immensi e immiserendo i lavoratori nazionali.
5) La difesa del territorio da ogni forma di sfruttamento delle risorse ambientali contrastante con i modelli cari alla visione tradizionale dello sviluppo compatibile;
6) Aderiamo ai programmi di sviluppo sostenibile (Agenda 21) perché abbiamo una visione etica dell’ambiente e riteniamo comunque che il rapporto “uomo-ambiente” debba essere commisurato, cercando il giusto equilibrio tra esigenze antropiche e conservazione della natura, alla continuità delle risorse e alla salubrità ambientale per le future generazioni.
7) Siamo contrari agli OGM perché costituiscono un “concorrente sleale” delle colture tradizionali, perché alterano il rapporto economico tra i produttori agricoli, perché sono vettori di un “deteriore monopolio” sul mondo della produzione agricola.
8) Il sostegno all’incremento demografico e conseguente deincentivazione e definanziazione dell’aborto quale pratica contraria agli interessi della comunità nazionale.
9) Il recupero della dimensione tradizionale nei rapporti di interrelazione del singolo con la Comunità, attraverso l’affermazione della centralità della Famiglia.

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