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Nato a Venezia il 26 Novembre del 1940, uno dei rari politici
italiani di tradizione religiosa protestante; laureato in chimica
a 23 anni, è stato docente universitario, con diversi incarichi,
fino al 1999.
Socialista, il suo esordio in politica avvenne nel 1964, con l'elezione
al Consiglio comunale di Venezia e un assessorato. Deputato dal
1976 al 1994, ricoprì numerosi incarichi ministeriali: Partecipazioni
Statali, 1980-1983; Lavoro, 1986; vicepresidente del Consiglio,
1988-89; ministro degli Affari esteri, 1989-92. Uomo di spicco
dell'entourage craxiano, seguì l'ascesa, il sucesso e la rovina
del leader socialista e dell'intero PSI.
Lungo gli anni Ottanta, incarnò l'aspetto più "epicureo" della
vita politica italiana: fu pubblicamente un frequentatore appassionato
dei più esclusivi locali da ballo italiani. Da quest'attività
frenetica nacque "Dove andiamo a ballare questa sera?" (Milano
1988, Mondadori), una guida di 250 discoteche italiane, che recava
la firma del ministro.
Nei primi anni Novanta lo scandalo di Tangentopoli travolse quasi
tutti i politici dell'area di governo; De Michelis non sfuggì
quel destino: il coinvolgimento in quasi tutti i più gravi scandali
politico-finanziari dell'epoca gli valse più di 35 procedimenti
giudiziari. Finì con due condanne definitive (1 anno e sei mesi)
e numerosissimi patteggiamenti.
Nel 1997 - disciolto da tempo il Partito Socialista
Italiano - De Michelisfonda un piccolo partito denominato proprio
"Partito Socialista". Nel 2001 è la volta del Nuovo PSI, che De
Michelis fonda insieme a Bobo Craxi, figlio di Bettino. È una
formazione che, nonostante il nome, sceglie di confluire nella
Casa delle Libertà, la coalizione di centrodestra guidata da Silvio
Berlusconi. De Michelis ricopre la carica di segretario nazionale.
Gianni De Michelis viene eletto deputato del Parlamento europeo,
nel 2004, per la lista "Socialisti Uniti per l'Europa" (costituita
dal Nuovo PSI insieme ad altri movimenti d'ispirazione socialista):
riceve 34mila preferenze.
Il 2005 è l'anno dello scontro tra De Michelis
e Bobo Craxi: nel mese di Ottobre, convocato il congresso del
partito, Craxi chiede che si scelga di stare "a sinistra", abbandonando
la scelta della Casa delle Libertà. La maggioranza del partito,
con De Michelis in testa, si oppone e lascia i lavori. Ne nasce
una complessa controversia giudiziaria, che vede vittorioso il
vecchio ministro craxiano, confermato da una sentenza del Tribunale
come Segretario del partito.
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