Chi fa cosa? Una più chiara
distribuzione dei ruoli
L'Unione è davvero, come dicono alcuni, un superstato
anonimo e lontano che si attribuisce il potere di condurre delle politiche
al posto degli Stati membri? No. LUnione conduce le politiche
che gli Stati decidono insieme ed esercita i poteri che gli Stati le
delegano. La Convenzione sul futuro dellEuropa non ha proposto
nuove politiche comuni, ma ha chiarito la ripartizione delle competenze
fra l'Unione e gli Stati. Essa associa in tal modo più strettamente
i parlamenti nazionali al controllo della sussidiarietà.
Fin dal trattato di Maastricht, la sussidiarietà
fa parte del vocabolario europeo. Benché questo trattato stipulasse
che le decisioni debbano essere prese quanto più vicino possibile
al cittadino, il timore di un superstato è rimasto vivo in taluni
paesi e formazioni politiche. In particolare, il no al trattato espresso
dal referendum danese del giugno 1992 e le inquietudini dei Länder
tedeschi hanno indotto i dirigenti europei a definire meglio la sussidiarietà.
Questo principio consiste nellindividuare, per tutte
le misure da prendere, il livello di intervento e di decisione che consenta
lazione più efficace. Esso è stato codificato in
un protocollo allegato al Trattato di Amsterdam nel 1997. Il progetto
di Costituzione rafforza ulteriormente tale disposizione, formulandola
solennemente come regola aurea all'articolo 9. Anzitutto, in virtù
del principio di attribuzione, l'Unione agisce nei limiti delle competenze
che le sono conferite dagli Stati membri nella Costituzione. Inoltre,
in virtù del principio di sussidiarietà, nei settori
che non sono di sua competenza esclusiva, l'Unione interviene soltanto
se e nella misura in cui gli obiettivi dellazione prevista non
possono essere sufficientemente raggiunti dagli Stati membri, sia a
livello centrale sia a livello regionale e locale, ma possono, a motivo
della portata o degli effetti dellazione in questione, essere
meglio raggiunti a livello di Unione.
Il progetto di Costituzione introduce inoltre un meccanismo
di allarme precoce che associa i parlamenti nazionali al rispetto di
tale principio. Qualunque progetto di atto legislativo europeo deve
essere loro comunicato anticipatamente ed essere corredato da unargomentazione
sulla sua fondatezza. Se un parlamento nazionale presenta unobiezione,
le istituzioni europee saranno indotte a giustificare ulteriormente
lazione prevista. Se un terzo dei parlamenti contesta tale misura
il terzo è calcolato assegnando un voto a ciascuna delle
camere di un sistema bicamerale e due voti alle assemblee di sistemi
monocamerali le istituzioni europee, compresi gli Stati raggruppati
in seno al Consiglio, possono decidere di rivedere la proposta o perfino
di rinunciarvi.
Al contrario, il progetto di Costituzione offre una possibilità
di iniziativa dei cittadini. Se un milione di europei, cittadini
di un numero significativo di Stati membri, ritengono che un atto
giuridico dell'Unione sia necessario, possono prendere liniziativa
di chiedere alla Commissione europea di presentare una proposta.
Tre categorie di competenze
Il progetto di Costituzione enumera tre categorie di competenze
che chiariscono le regole del gioco comunitario: si tratta delle competenze
esclusive dell'Unione, delle competenze condivise tra l'Unione e gli
Stati e delle azioni di sostegno.
I settori di competenza esclusiva dell'Unione sono lunione
doganale, le norme di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato
interno, la politica monetaria per la zona delleuro, la conservazione
delle risorse biologiche marine e la politica commerciale comune estesa
ai servizi e alla proprietà intellettuale.
I settori di competenza condivisa sono il mercato interno,
taluni aspetti della politica sociale, la coesione economica, sociale
e territoriale, l'agricoltura e la pesca, lambiente, la protezione
dei consumatori, i trasporti, le reti transeuropee, lenergia lo
spazio di libertà, sicurezza e giustizia e le questioni comuni
di sicurezza in materia di sanità pubblica. L'Unione può
avviare altresì programmi di ricerca, di sviluppo tecnologico,
di politica spaziale, di politica umanitaria e di cooperazione allo
sviluppo senza che ciò impedisca agli Stati di condurre le proprie
politiche. L'Unione definisce anche i grandi orientamenti di politica
economica e le linee direttrici delle politiche occupazionali, e gli
Stati coordinano la loro azione nell'ambito di tale quadro. Infine,
la Costituzione riconosce una competenza generale dell'Unione in materia
di politica estera e di sicurezza e stipula che le singole politiche
degli Stati in tali settori non possano essere contrarie agli interessi
dell'Unione.
Tutti gli altri settori politici restano di competenza
degli Stati e delle loro componenti. L'Unione può tuttavia condurre
azioni di sostegno alle politiche nazionali per quanto riguarda la protezione
e il miglioramento della salute umana, lindustria, la cultura,
listruzione, la gioventù, lo sport, la formazione professionale,
la protezione civile e la cooperazione amministrativa.
Un quadro flessibile
Se sarà approvato dagli Stati membri, il progetto
di Costituzione passerà agli annali della storia dell'Unione
per molti decenni. Gli autori del testo hanno previsto altresì
una clausola di flessibilità per poter condurre a livello comunitario
azioni impreviste senza dover rivedere la Costituzione. Il ricorso a
tale clausola sarà possibile unicamente su decisione unanime
degli Stati membri e con lapprovazione del Parlamento europeo.
Infine, in quei settori in cui l'Unione non dispone di
competenze esclusive, gli Stati membri possono decidere in merito a
cooperazioni rafforzate, vale a dire, avviare tra di essi
(in numero di almeno un terzo) politiche comuni specifiche. Occorrerà
a tal fine una decisione a maggioranza qualificata del Consiglio, su
proposta della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo.
Poche politiche nuove
Il lavoro della Convenzione non mirava tanto a definire
nuove politiche comuni, quanto a migliorare lesecuzione delle
politiche esistenti. Esso propone, in particolare, di raddoppiare il
numero dei settori ai quali si applicherà la codecisione, vale
a dire nei quali il Consiglio deciderà a maggioranza, avendo
quale colegislatore il Parlamento (vedi la nota Sistema istituzionale).
Il progetto di Costituzione crea tuttavia nuove basi giuridiche su cui
potranno fondarsi politiche comuni nel settore dello spazio, dello sport,
della protezione civile contro le catastrofi naturali o di origine umana,
e della cooperazione amministrativa per lesecuzione del diritto
europeo.
La parte III del progetto di Costituzione, dedicata alle
politiche concrete, si apre con alcune disposizioni di applicazione
generale che dovranno guidare tutte le politiche europee: la lotta contro
le discriminazioni, la promozione della parità tra uomini e donne,
la protezione dellambiente e la tutela dei consumatori. Gli obiettivi
dell'Unione, enumerati in apertura del testo costituzionale, dovranno
ispirare linsieme delle politiche. Vi sono menzionati in particolare
lo sviluppo sostenibile, la crescita economica equilibrata, leconomia
sociale di mercato altamente competitiva che tenda ad una piena occupazione
e al progresso sociale, anche se il capitolo sulloccupazione,
peraltro, non parla che di un elevato livello delloccupazione,
unincongruenza che il Parlamento europeo ha deplorato.
La politica estera comune, oltre alla creazione di un
ministro europeo degli Affari esteri, si arricchirà
di una clausola di solidarietà fra gli Stati membri in caso di
attacco terroristico o di catastrofe naturale. Saranno ampliate le missioni
dette di Petersberg. Ai compiti di mantenimento della pace
e di prevenzione dei conflitti si aggiungeranno in particolare missioni
di disarmo e di lotta contro il terrorismo. Sarà istituita unAgenzia
europea degli armamenti, mentre gli Stati che vorranno contrarre impegni
più vincolanti in materia di difesa comune potranno impegnarsi
a difendersi mutuamente in caso di aggressione. Il progetto di Costituzione
prevede inoltre la creazione di un corpo volontario di aiuto umanitario.
Nel settore dello spazio di libertà, sicurezza
e giustizia, le politiche di asilo e di immigrazione sono considerate
come politiche comuni. Il testo prevede il ravvicinamento delle legislazioni
in materia penale, in particolare per lottare contro la criminalità
transfrontaliera, e apre la strada, come auspicava il Parlamento, alla
creazione di un pubblico ministero europeo, pur subordinando tale decisione
allunanimità degli Stati membri.
