» Elezioni Homepage  
Il Parlmento Europeo
Riforma dell'UE
Allargamento
Diritti dei cittadini
Giustizia e affari interni
Relazioni esterne
Ambiente - Protezione dei consumatori
Trasporti - Politica regionale
Agricoltura - Pesca
Politica economica e monetaria
Politica sociale - Occupazione
Diritti delle donne
Mercato interno - Industria - Energia - Ricerca
ELEZIONI: NORMATIVA
RISULTATI ELETTORALI
» Elezioni Europee
» Elezioni Politiche (Senato)
» Elezioni Politiche (Camera)
» Elezioni Regionali
» Elezioni Amministrative
REFERENDUM
» Normativa
» Referendum e Risultati
INFORMAZIONI
» Elezioni: Date
» Elezioni: Notizie
» Elezioni: Programmi
 
SPECIALE PARLAMENTO EUROPEO

Diritto di voto, petizioni, Mediatore europeo: cittadinanza attiva

La cittadinanza dell'Unione è complementare alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce: formulato nel trattato di Amsterdam, tale principio viene ripreso in larga misura nel progetto di Costituzione europea elaborato dalla Convenzione. Tale cittadinanza è venuta costituendosi nel corso dei vari trattati: il diritto di voto alle elezioni comunali ed europee e la Carta dei diritti fondamentali ne rappresentano due elementi fondamentali. Anche la commissione per le petizioni del Parlamento europeo e il Mediatore europeo costituiscono strumenti di ascolto e al servizio dei cittadini allorché questi ultimi ritengono che i loro diritti non siano rispettati.

È stato soprattutto il trattato di Maastricht, nel 1992, ad aver introdotto il concetto di "cittadinanza europea". Alcuni diritti legati alla cittadinanza della Comunità esistevano anche in precedenza, come il diritto di spostarsi e di stabilirsi liberamente sul territorio degli Stati membri o il diritto di accesso agli impieghi del settore pubblico purché non si trattasse di esercitare un'autorità pubblica. Con il titolo "La cittadinanza dell'Unione", collocato proprio all'inizio del testo, il trattato di Maastricht si spinge ben oltre, riconoscendo il diritto di voto attivo e passivo alle elezioni europee e comunali e il diritto alla tutela diplomatica e consolare nei paesi terzi, in virtù della quale qualsiasi cittadino dell'UE può beneficiare della stessa assistenza sia da parte dei rappresentanti di altri Stati membri che dei diplomatici del proprio paese. Infine, il trattato di Maastricht introduce il diritto di petizione e istituisce la figura del Mediatore europeo.

Il progetto di Costituzione riprende tutti i suddetti diritti acquisiti e li arricchisce uleriormente, in particolare inserendo nel Trattato la Carta dei diritti fondamentali – tra cui il diritto alla buona amministrazione – e proclamando, sin dall'articolo 1, che l'Unione è "Ispirata dalla volontà dei cittadini e degli Stati d'Europa di costruire un futuro comune". Tale principio della doppia legittimità, quella dei cittadini e quella degli Stati, su cui riposa l'Unione, è testimone della sua progressiva trasformazione. Il diritto di voto e la Carta dei diritti fondamentali sono trattati più approfonditamente in altre schede della nostra collana. In questa sede ci si sofferma in particolare sul diritto di petizione e sul ruolo del Mediatore europeo.

Petizioni che non restano lettera morta

I deputati, in quanto tali, sono all'ascolto dei cittadini che li hanno eletti. Inoltre, dall'avvento del diritto di petizione, il Parlamento europeo si è dotato di una commissione per le petizioni il cui lavoro cresce incessantemente: nel corso dell'attuale legislatura saranno stati battuti tutti i record con circa 6000 petizioni! Queste ultime sono presentate da singoli cittadini o da associazioni che lamentano una cattiva applicazione del diritto comunitario, spesso da parte degli Stati membri. I firmatari delle petizioni possono inoltre denunciare lacune esistenti nella legislazione europea. Va rilevato che qualsiasi persona fisica o giuridica residente o avente la propria sede in uno degli Stati membri gode del diritto di petizione o di adire il Mediatore europeo, a prescindere dalla propria nazionalità.

Benché una buona parte delle suddette 6000 petizioni non sia ricevibile – o perché non conformi ai criteri previsti o perché di competenza del Mediatore europeo – molte altre vengono invece esaminate dai deputati e finiscono per avere un impatto concreto a vantaggio del cittadino. In una cinquantina di casi, su pressione del Parlamento che trasmetteva le denunce pervenutegli, la Commissione europea ha presentato ricorso dinanzi alla Corte di giustizia contro gli Stati membri inadempienti. Più frequentemente, è bastato un intervento presso le amministrazioni nazionali per risolvere il problema, a vantaggio di tutti. Si è anche verificato il caso in cui una petizione individuale ha dato vita a una nuova legislazione, applicabile a tutti i cittadini dell'Unione.

I problemi sollevati dai cittadini nelle petizioni riguardano soprattutto l'ambiente, la libera circolazione delle persone e delle merci, la previdenza sociale, il riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche, nonché la fiscalità. Se è vero che la maggior parte delle petizioni è presentata da singoli cittadini, in alcuni casi vi può anche figurare un numero impressionante di firme: ad esempio, una petizione sulla tutela e la conservazione delle grandi scimmie ne ha raccolte ben 2 milioni!

Alcuni casi concreti

Le petizioni debbono ovviamente riguardare tematiche che sono di competenza dell'Unione e che interessano i firmatari. Facciamo un esempio: un cittadino britannico, che possiede una casa di campagna in Toscana, vorrebbe disporvi di un'automobile durante le vacanze. Le autorità italiane tuttavia autorizzano l'immatricolazione di veicoli soltanto ai residenti permanenti. La petizione del cittadino britannico è esaminata dal Parlamento europeo, il quale spinge la Commissione a intervenire in quanto una siffatta situazione è contraria ai principi della non discriminazione e della libera fornitura di servizi. La Commissione avvia una procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia, che alla fine adotta una circolare volta a permettere a tutti i cittadini dell'UE che si recano regolarmente in Italia di ottenere l'immatricolazione di un veicolo.

Altro esempio: un cittadino irlandese si rivolge al Parlamento europeo in quanto è in corso di realizzazione un progetto di riassetto stradale, cofinanziato dall'Unione, senza che sia stata preventivamente realizzata una valutazione dell'impatto ambientale (VIA). In seguito all'intervento della commissione per le petizioni del Parlamento e della Commissione europea, il ministro irlandese dell'Ambiente impone la realizzazione della VIA e successivamente la rettifica del progetto in due luoghi, in modo da ridurre l'impatto sonoro e rafforzare la sicurezza dei pedoni.

Ancora un esempio. Un cittadino tedesco è assunto da una società multinazionale francese ma per lavorare in Germania. Versa pertanto i propri contributi sociali in tale paese. In seguito al fallimento dell'impresa francese, né le autorità tedesche né quelle francesi intendono corrispondergli le indennità cui ha diritto. Informata dal Parlamento europeo, la Commissione si rivolge alla Corte di giustizia in quanto non esiste ancora una normativa europea. Il firmatario della petizione riesce infine a ottenere le proprie indennità dalle autorità francesi. E soprattutto, l'Unione procederà successivamente a rafforzare la legislazione per tutelare meglio i lavoratori in caso di insolvenza del datore di lavoro, in particolare qualora si tratti di multinazionali. Il Parlamento europeo ha svolto un ruolo fondamentale nell'elaborazione della direttiva in materia (vedasi la nostra scheda sulla protezione dei lavoratori).

A volte le petizioni sollevano problemi di tale rilevanza che il Parlamento si mobilita e decide di elaborare una relazione d'iniziativa sulla questione. Ad esempio, migliaia di donne hanno firmato petizioni in cui chiedevano il divieto delle protesi mammarie al silicone in ragione dei gravi problemi di salute riscontrati. In una relazione approvata nel 2001, il Parlamento, in base a uno studio scientifico, ha invitato la Commissione europea ad occuparsi del problema. La Commissione ha successivamente chiesto agli Stati membri di adottare misure volte ad informare meglio le donne sui rischi di tali protesi e ad assicurare un seguito e dei controlli per le pazienti che hanno già tali protesi.

Il Mediatore europeo combatte la "malamministrazione"

Ove un cittadino o un'impresa ritenga che un'istituzione o un organo della Comunità non abbia adempiuto ai propri obblighi o si sia reso colpevole di "malamministrazione", il cittadino o l'impresa in questione può rivolgersi al Mediatore europeo. Si parla di "malamministrazione" allorché un organismo pubblico agisce ignorando una norma o un principio che per esso è obbligatorio. Può trattarsi ad esempio di discriminazione, di assenza o rifiuto di fornire informazioni, di ritardi eccessivi o di abuso di potere. Il Mediatore europeo tenta allora di trovare una soluzione ai problemi del ricorrente, consulta le istituzioni interessate e informa il Parlamento europeo.

Il Mediatore europeo, eletto dal Parlamento e avente sede a Strasburgo, agisce in piena indipendenza e imparzialità. Nikiforos Diamandouros ha assunto il mandato di Mediatore nell'aprile 2003, in sostituzione del primo Mediatore europeo, Jacob Söderman. Dall'istituzione di tale istanza con il trattato di Maastricht, il Mediatore ha ricevuto oltre 14.000 denunce. Le sue raccomandazioni, nella maggior parte dei casi, hanno "inchiodato" la Commissione europea, dando luogo in alcune circostanze a congrui risarcimenti.

Il Mediatore è insomma "il cane da guardia" della buona amministrazione e le migliaia dei suoi interventi hanno contribuito a migliorare il funzionamento delle istituzioni e a tener maggiormente conto degli interessi dei cittadini. Il Parlamento europeo ha sottolineato a più riprese la necessità di elaborare un codice di buona condotta amministrativa che sia identico, nei limiti del possibile, per tutte le istituzioni. La maggior parte di queste ultime ha già adottato un proprio codice di buona condotta.

 


Politica OnLine - Portale della Politica Italiana
CentroDestra OnLine
CentroSinistra OnLine
Autonomie OnLine
Accademia OnLine
Poesia OnLine - Il volo dell'Arcobaleno
© 2002-2004 Politica OnLine.net