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Antica di storia
ma unificata appena centocinquant'anni fa, la giovane Repubblica
italiana ha figurato, fin dalla nascita della CECA (1952),
tra i "Padri fondatori" dell'unione. Da allora la vocazione
europeista italiana non è mai stata messa in discussione,
seppur controbilanciata da un'egualmente convinta ma talvolta
intermittente fedeltà atlantica. Negli utlimi anni l'europeismo
italiano sembra essersi sbiadito, anche in virtù dei bruschi
e violenti cambiamenti degli assetti geopolitici planetari
seguiti all'11 settembre, che hanno comportato - tra i tanti
fenomeni di portata globale - anche un deciso riallineamento
tra Roma e Washignton, a fronte di una politica meno filoatlantica
promossa dai Paesi-guida dell'Unione: Francia e Germania.
Una coalizione di centro-destra governa il Bel Paese dalla
primavera del 2001 quando, vinte le elezioni politiche con
una maggioranza schiacciante, la "Casa delle libertà" portò
a Palazzo Chigi Silvio Berlusconi, l'uomo più ricco e -
da allora - più influente d'Italia.
Lo Stato Italiano
Mutata forma istituzionale da monarchica a repubblicana
con il referendum del 2 Giugno 1946, l'Italia è suddivisa
in venti regioni, cinque delle quali "a statuto speciale",
103 provincie e più di ottomila comuni. La Costituzione
del 1948 attribuisce al Parlamento - formato dalla Camera
dei Deputati (630 membri elettivi) e dal Senato (315 membri
elettivi) - il potere legislativo e il controllo sull'indirizzo
e sull'attività del potere esecutivo. Deputati e senatori
sono eletti con sistema misto maggioritario e proporzionale
per un periodo di cinque anni. Il Capo dello Stato è eletto
dal Parlamento in seduta comune insieme a 3 delegati per
ognuna delle 20 Regioni e resta in carica per 7 anni.
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