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CONFERENZA STAMPA
DEL MINISTRO DELLINTERNO
ON. GIUSEPPE PISANU
PALAZZO CHIGI, 8 MARZO 2006
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che corregge
limpostazione della scheda elettorale.
In base a questo decreto nella scheda le coalizioni risultano
disposte orizzontalmente con i loro simboli in successione.
La lunghezza della scheda sarà determinata dal numero di
simboli della coalizione più numerosa.
In base alle nostre informazioni le dimensioni medie della scheda
dovrebbero essere, grosso modo, 63-65 cm. di larghezza e 23 cm.
di altezza, esattamente le dimensioni sono queste che vedete senza
tener conto dello spazio bianco.
Come potete osservare, i simboli delle coalizioni sono riportati
in successione, nella medesima riga quando il numero dei partiti
che fanno parte della coalizione è superiore a cinque,
mentre per le coalizioni con meno di cinque partiti si possono
avere più coalizioni nella stessa riga, ovviamente separate
in maniera chiara luna dallaltra, cosicché
possiamo immaginare schede di questa lunghezza con le due maggiori
coalizioni che coprono ,interamente o quasi interamente la riga,
e coalizioni minori raccolte nella medesima riga. Naturalmente
sia lordine in verticale delle coalizioni, sia lordine
dei simboli nelle singole coalizioni verranno sorteggiati e questa
non è ovviamente competenza mia ma degli organi della Magistratura
preposti allespletamento delle pratiche elettorali.
So che si è fatta della ironia sulla lunghezza delle schede,
vorrei ricordarvi che negli Stati Uniti la lunghezza delle schede
qualche volta va ben oltre il metro, il metro e mezzo, perché
le schede contengono spesso una serie di richieste di voto molto
lunga e stiamo parlando della democrazia più avanzata del
mondo. Certamente una scheda molto più semplice sarebbe
stata comoda per tutti ma questo è ciò che la legge
stabilisce, lelaborazione tecnica che è stata fatta
è la migliore possibile per rendere agevole lespressione
di voto e per ridurre al minimo gli errori possibili da parte
del singolo elettore.
Nella stessa seduta di oggi il Consiglio dei Ministri ha anche
stabilito la data per le elezioni amministrative.
Si voterà il 28 di maggio per tutta la giornata e il lunedì
successivo per tutta la mattinata.
Perché abbiamo scelto questa data?
Perché tutte le altre ipotesi comportavano inconvenienti
diversi. In generale avevamo lesigenza di distanziare il
più possibile le due campagne elettorali e di invitare
lingorgo delle strutture tecniche del Ministero dellInterno
e della Pubblica Amministrazione in generale con leccessivo
accostamento delle date.
Sono comunque state esaminate tutte le ipotesi possibili a partire
dalla data del 30 di aprile che è stata scartata, oltre
che per le ragioni di carattere generale che vi ho detto, per
il fatto che il voto sarebbe caduto nel ponte del 1° maggio,
essendo il 1° maggio il lunedì successivo al 30 di
aprile e non potevamo ovviamente accettare un simile inconveniente.
La data del 7 maggio è stata scartata anche perché
la data di presentazione delle liste e di esame delle medesime
per le amministrative sarebbe coincisa con i giorni del voto per
le politiche, e anche qui potete immaginare la complicazione.
La data del giorno 14 è stata scartata perché avrebbe
comportato la presentazione delle candidature nella giornata del
venerdì Santo e nellintera mattinata del sabato Santo
e conseguentemente avrebbe comportato anche lesame delle
candidature da parte degli uffici competenti e lindicazione
del termine per apportare le eventuali correzioni, nelle giornate
di domenica 16 aprile, giorno di Pasqua, lunedì, giorno
di Pasquetta, e martedì, giorno successivo alla Pasquetta,
per le correzioni. E anche questo è parso un inconveniente
piuttosto pesante.
Si è passati allora ad esaminare la data del 21 di maggio
e anche questa comportava un inconveniente pesante e cioè
il fatto che la data degli eventuali ballottaggi sarebbe caduta
nella domenica 4 giugno che è nel ponte della festa della
Repubblica che come sapete è venerdì 2 giugno.
Per queste ragioni e per quelle di carattere generale che vi ho
detto prima è diventata inevitabile la data del 28 di maggio
che porta anchessa un inconveniente, ma più leggero
degli altri. Linconveniente è che gli eventuali ballottaggi
cadranno l11 di giugno cioè in un momento di chiusura
delle scuole e quindi di teorico inizio di villeggiatura per molte
famiglie.
Debbo dire, senza per questo avere la pretesa di parlare a nome
di nessuno, che al Consiglio dei Ministri ho rappresentato anche
le valutazioni dei partiti della opposizione i quali hanno ovviamente
e avevano gli stessi problemi dei partiti della maggioranza e
cioè la preoccupazione di sovrapporre o accostare troppo
le scadenze elettorali sovraccaricando di lavoro i loro uffici
per gli adempimenti necessari, specialmente quelli connessi alla
preparazione delle liste, alla raccolta delle firme, alla loro
presentazione, ecc.
Per cui credo di poter dire che la data del 28 maggio è
quella che reca meno inconvenienti e che trova minor dissenso
nellarco di tutti i partiti politici
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