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Fissata al 28 e 29 maggio 2006 la data per le elezioni amministrative

CONFERENZA STAMPA
DEL MINISTRO DELL’INTERNO
ON. GIUSEPPE PISANU


PALAZZO CHIGI, 8 MARZO 2006

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che corregge l’impostazione della scheda elettorale.
In base a questo decreto nella scheda le coalizioni risultano disposte orizzontalmente con i loro simboli in successione.
La lunghezza della scheda sarà determinata dal numero di simboli della coalizione più numerosa.
In base alle nostre informazioni le dimensioni medie della scheda dovrebbero essere, grosso modo, 63-65 cm. di larghezza e 23 cm. di altezza, esattamente le dimensioni sono queste che vedete senza tener conto dello spazio bianco.
Come potete osservare, i simboli delle coalizioni sono riportati in successione, nella medesima riga quando il numero dei partiti che fanno parte della coalizione è superiore a cinque, mentre per le coalizioni con meno di cinque partiti si possono avere più coalizioni nella stessa riga, ovviamente separate in maniera chiara l’una dall’altra, cosicché possiamo immaginare schede di questa lunghezza con le due maggiori coalizioni che coprono ,interamente o quasi interamente la riga, e coalizioni minori raccolte nella medesima riga. Naturalmente sia l’ordine in verticale delle coalizioni, sia l’ordine dei simboli nelle singole coalizioni verranno sorteggiati e questa non è ovviamente competenza mia ma degli organi della Magistratura preposti all’espletamento delle pratiche elettorali.
So che si è fatta della ironia sulla lunghezza delle schede, vorrei ricordarvi che negli Stati Uniti la lunghezza delle schede qualche volta va ben oltre il metro, il metro e mezzo, perché le schede contengono spesso una serie di richieste di voto molto lunga e stiamo parlando della democrazia più avanzata del mondo. Certamente una scheda molto più semplice sarebbe stata comoda per tutti ma questo è ciò che la legge stabilisce, l’elaborazione tecnica che è stata fatta è la migliore possibile per rendere agevole l’espressione di voto e per ridurre al minimo gli errori possibili da parte del singolo elettore.
Nella stessa seduta di oggi il Consiglio dei Ministri ha anche stabilito la data per le elezioni amministrative.
Si voterà il 28 di maggio per tutta la giornata e il lunedì successivo per tutta la mattinata.
Perché abbiamo scelto questa data?
Perché tutte le altre ipotesi comportavano inconvenienti diversi. In generale avevamo l’esigenza di distanziare il più possibile le due campagne elettorali e di invitare l’ingorgo delle strutture tecniche del Ministero dell’Interno e della Pubblica Amministrazione in generale con l’eccessivo accostamento delle date.
Sono comunque state esaminate tutte le ipotesi possibili a partire dalla data del 30 di aprile che è stata scartata, oltre che per le ragioni di carattere generale che vi ho detto, per il fatto che il voto sarebbe caduto nel ponte del 1° maggio, essendo il 1° maggio il lunedì successivo al 30 di aprile e non potevamo ovviamente accettare un simile inconveniente.
La data del 7 maggio è stata scartata anche perché la data di presentazione delle liste e di esame delle medesime per le amministrative sarebbe coincisa con i giorni del voto per le politiche, e anche qui potete immaginare la complicazione.
La data del giorno 14 è stata scartata perché avrebbe comportato la presentazione delle candidature nella giornata del venerdì Santo e nell’intera mattinata del sabato Santo e conseguentemente avrebbe comportato anche l’esame delle candidature da parte degli uffici competenti e l’indicazione del termine per apportare le eventuali correzioni, nelle giornate di domenica 16 aprile, giorno di Pasqua, lunedì, giorno di Pasquetta, e martedì, giorno successivo alla Pasquetta, per le correzioni. E anche questo è parso un inconveniente piuttosto pesante.
Si è passati allora ad esaminare la data del 21 di maggio e anche questa comportava un inconveniente pesante e cioè il fatto che la data degli eventuali ballottaggi sarebbe caduta nella domenica 4 giugno che è nel ponte della festa della Repubblica che come sapete è venerdì 2 giugno.
Per queste ragioni e per quelle di carattere generale che vi ho detto prima è diventata inevitabile la data del 28 di maggio che porta anch’essa un inconveniente, ma più leggero degli altri. L’inconveniente è che gli eventuali ballottaggi cadranno l’11 di giugno cioè in un momento di chiusura delle scuole e quindi di teorico inizio di villeggiatura per molte famiglie.
Debbo dire, senza per questo avere la pretesa di parlare a nome di nessuno, che al Consiglio dei Ministri ho rappresentato anche le valutazioni dei partiti della opposizione i quali hanno ovviamente e avevano gli stessi problemi dei partiti della maggioranza e cioè la preoccupazione di sovrapporre o accostare troppo le scadenze elettorali sovraccaricando di lavoro i loro uffici per gli adempimenti necessari, specialmente quelli connessi alla preparazione delle liste, alla raccolta delle firme, alla loro presentazione, ecc.
Per cui credo di poter dire che la data del 28 maggio è quella che reca meno inconvenienti e che trova minor dissenso nell’arco di tutti i partiti politici

   
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