Sistema politico degli Stati Uniti

Il sistema politico degli Stati Uniti d'America è una repubblica presidenziale federale, modellata dalla Costituzione. Le funzioni pubbliche vengono esercitate a due livelli, federale e statale, secondo una ripartizione di competenze stabilita dalla Costituzione. A livello federale, il Presidente, oltre ad essere capo dello stato, esercita anche il potere esecutivo. Il Potere legislativo incombe alle due camere del Congresso, il Senato e la Camera dei Rappresentanti. Il Potere giudiziario ha il compito di interpretare la Costituzione e le altre norme federali ed è composto dalla Corte Suprema e da "corti inferiori", distribuite sul territorio. Ogni Stato ha una sua Costituzione ed un sistema di governo simile a quello federale, con un Governatore eletto dal popolo, un organo legislativo ed un sistema di corti che esercita la giurisdizione nelle materie di ambito statale. La politica è dominata dai due partiti maggiori, i Democratici ed i Repubblicani. Altri raggruppamenti politici hanno minore importanza.

Cultura politica
In gran parte delle scuole statunitensi si studiano la Dichiarazione d'Indipendenza, la Costituzione, la Bill of Rights e gli scritti dei Padri Fondatori come definizione dell'ideologia politica seguita dal paese. I suoi capisaldi sono i seguenti:

- Il governo è responsabile davanti ai cittadini, che possono cambiarlo attraverso le elezioni. - I poteri del governo, soprattutto riguardo la libertà di religione, di espressione e polizia devono essere limitati per impedire abusi. - I cittadini devono essere uguali davanti alla legge, e non si possono stabilire privilegi per qualcuno di essi. Gli individui ed i partiti dibattono sull'applicazione di questi principi ai casi concreti e la possono disapprovare apertamente.

Iniziativa privata ed intervento pubblico
All'epoca dell'indipendenza, l'economia apparteneva quasi esclusivamente al settore privato e i governi statali lasciavano l'assistenza sociale alle iniziative locali e dei singoli. Nonostante il notevole peso assunto dal settore pubblico nel corso del XX secolo, la cultura politica degli Stati Uniti sostiene in maniera decisa il sistema dell'iniziativa e si oppone alla costruzione di un welfare state che fornisca ampie garanzie sociali ai cittadini. Come conseguenza, gli Stati Uniti tendono a preferire un modello di capitalismo democratico, in contrasto con le culture politiche di Europa e Canada, più inclini a modelli socialdemocratici. In realtà è importante notare che questi orientamenti di fondo subiscono diverse varianti: se in periodi come quello successivo la Grande Depressione o in alcuni decenni del secondo dopoguerra (fino agli anni '80) negli Stati Uniti si sono notevolmente ampliati i programmi di assistenza pubblica, negli ultimi vent'anni i paesi europei hanno in buona parte ridimensionato i loro modelli "socialdemocratici", sotto l'impulso di eventi come il consolidamento del mercato unico, l'innovazione tecnologica e sociale, la necessità di mettere ordine nei bilanci pubblici e la sempre maggiore concorrenza internazionale.

Isolazionismo ed internazionalismo
Prima della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti portarono avanti una politica estera isolazionista, non prendendo partito nei conflitti tra le potenze straniere. Il paese abbandonò questo orientamento politico quando divenne una superpotenza, ma rimase abbastanza diffidente nei confronti dell'internazionalismo.

Governo federale, statale e locale
La federazione creata con la Costituzione è la principale entità del sistema di governo statunitense. Nondimeno, ogni persona fuori la capitale federale è soggetta ad almeno tre livelli di governo (jurisdictions): quello federale, quello dello stato e un governo locale, di solito una contea (si noti che in certi luoghi la contea è stata abolita e le sue funzioni sono svolte dalle autorità municipali). In un'area amministrata da una municipalità (incorporated), come una città, si è in presenza di un ulteriore livello di governo, quello della municipalità stessa e dei suoi distretti, se esistenti. Ogni livello ha il suo sistema politico, soggetto alle limitazioni poste dai livelli superiori. Questa molteplicità riflette la storia del Paese. Il governo federale fu creato dalle ex colonie britanniche che erano state fondate separatamente e si erano governate indipendentemente le une dalle altre. Tra queste colonie si trovavano città e contee con diversi livelli di sviluppo e, di conseguenza, con differenti bisogni amministrativi. La Convenzione Costituzionale decise così di mantenere un'ampia autonomia per gli stati e di non rimpiazzare i diversi sistemi statali con un governo unitario. Con l'espandersi del paese, vennero annessi nuovi stati, il cui ordinamento fu modellato su quello delle entità statali già federate.

Istituzioni federali
Per approfondire, vedi la voce Istituzioni federali degli Stati Uniti. A livello federale, il potere esecutivo, indipendente e non legato da vincoli di fiducia a quello legislativo, si incentra sul Presidente e su una serie di dipartimenti, agenzie ed altre istituzioni che dipendono dalla presidenza. Il Presidente e i suoi più stretti collaboratori (alcuni dei quali assimilabili ai ministri del governo italiano) sono indicati, nel complesso, come Amministrazione. Le varie articolazioni del potere esecutivo impegnano un gran numero di persone in tutto il Paese e anche all'estero: la crescita impressionante che tale struttura burocratica ha avuto nel corso del XX secolo simboleggia il peso sempre maggiore assunto dalla presidenza rispetto agli altri poteri federali, a partire dal New Deal, passando per la Seconda Guerra mondiale e la Guerra fredda, arrivando all'odierna situazione di crisi seguita all'11 settembre. Il potere legislativo federale è rivestito dalle due camere del Congresso, il Senato e la Camera dei Rappresentanti. Il "parere e consenso" del Senato è indispensabile per confermare molte nomine presidenziali e per ratificare i trattati internazionali. Il potere giudiziario all'interno dell'ordinamento federale è esercitato dal judicial branch (o judiciary), termine che comprende la Corte Suprema e da corti federali minori. Funzione del potere giudiziario è quella di interpretare ed applicare il diritto federale, ossia la Costituzione degli Stati Uniti, le leggi e i regolamenti federali. In questo ambito, a partire dalla storica sentenza Marbury v. Madison (1803), i giudici federali esercitano pure il controllo di conformità alla Costituzione degli atti normativi (leggi, regolamenti) e dei provvedimenti emanati a qualsiasi livello di governo (Judicial review). Il sistema giudiziario è centrale nell'ordinamento statunitense, in quanto funge da contrappeso al potere legislativo e a quello esecutivo, risolvendo anche i loro conflitti d'attribuzione.

Governo degli stati
Prima dell'indipendenza, come s'è visto, le colonie si governavano separatamente, sotto l'autorità della Corona Britannica. Nei primi anni della repubblica, prima della Costituzione, ogni stato era praticamente un'entità autonoma. I delegati alla Convenzione a Philadelphia cercarono di creare un'unione federale più forte, ma non potevano certo ignorare le tradizioni dei singoli stati e neppure gli interessi dei politici locali. In generale, le materie che si esauriscono all'interno dei confini statali sono competenza degli stati stessi. Tipiche competenze statali sono quelle relative alle comunicazioni interne, le norme che regolano la proprietà, l'industria, gli affari e i servizi pubblici, gran parte degli illeciti penali, oppure le condizioni di lavoro all'interno dello stato. Il governo federale richiede che i vari stati adottino una forma di governo repubblicana e che non promulghino norme che siano in contrasto con la Costituzione o con le leggi federali, oppure con i trattati firmati dagli Stati Uniti. Ci sono, naturalmente, molte aree di sovrapposizione tra le competenze federali e statali. Soprattutto negli ultimi decenni, il governo federale ha assunto responsabilità sempre maggiori in materie come la sanità, l'istruzione, il welfare, i trasporti, le abitazioni e lo sviluppo urbano. Comunque, i programmi attraverso cui il governo federale esercita queste competenze, sono spesso adottati in cooperazione con gli stati e non imposti dall'alto. Come il governo nazionale, i sistemi statali si compongono in tre branches: esecutivo, legislativo e giudiziario, che svolgono, in linea di massima, le stesse funzioni dei loro corrispondenti a livello federale. Il capo dell'esecutivo statale è il governatore, eletto dal popolo, in genere per quattro anni (in certi stati, il mandato del governatore dura solo due anni). A parte il Nebraska, che ha un organo legislativo monocamerale, tutti gli stati hanno una legislatura con due camere, in cui la camera alta si chiama generalmente Senato e quella bassa Camera dei Rappresentanti, Camera dei Delegati, oppure Assemblea Generale. Per rendere il tutto ancora più complicato, in certi stati l'intero organo legislativo, composto dalle due camere, si chiama "General Assembly". In molti stati, i senatori hanno un mandato di quattro anni e i membri della camera bassa di due. Le costituzioni dei diversi stati differiscono in qualche dettaglio, ma generalmente si basano su un modello abbastanza simile a quello della Costituzione federale. In certe materie, come gli affari, le banche, i servizi pubblici e le istituzioni di beneficenza, le costituzioni statali sono spesso più dettagliate ed esplicite di quella federale. Ogni costituzione statale prevede che la più alta autorità risiede nel popolo e pone certi principi a base del governo.

Governi cittadini
Un tempo paese soprattutto rurale, gli Stati Uniti sono oggi altamente urbanizzati e circa l'ottanta per cento della popolazione vive in città o in zone suburbane. Le questioni relative al governo delle città sono quindi centrali. Le amministrazioni cittadine forniscono alla popolazione la maggior parte dei servizi indispensabili alla vita di ogni giorno, dalla polizia ai vigili del fuoco, passando per i trasporti, le regole di sanità, le scuole e l'edilizia. Governare le maggiori città statunitensi è affare estremamente complesso. New York ha una popolazione superiore a quella di 41 Stati su 50. Si dice spesso che la carica esecutiva più complicata del paese, dopo la presidenza, sia quella rivestita dal sindaco di New York. Lo statuto delle municipalità è competenza dei singoli stati, che determinano i poteri dei vari governi cittadini, ma sotto molti aspetti le città sono indipendenti dalle autorità statali. Per le grandi città, la cooperazione tra ente municipale e le organizzazioni federali e statali è, come ovvio, essenziale per il funzionamento dei servizi pubblici. I governi municipali variano parecchio all'interno della nazione. Praticamente tutti hanno una qualche forma di consiglio comunale eletto dai cittadini ed un organo esecutivo, assistito da diversi capi dipartimento, che sovraintende alle attività amministrative. In generale, le tipologie di governo cittadino sono tre: il mayor-council, il council-manager e quello incentrato sulla Commissione cittadina. Molte città hanno sviluppato una combinazione tra le varie tipologie.

Sistema Mayor-Council. È la forma più antica che, fino all'inizio del XX secolo, era in uso praticamente in ogni città statunitense. La sua struttura è simile a quella dei governi statale e federale, con un sindaco eletto a capo dell'esecutivo locale ed un consiglio, pure eletto, che rappresenta i diversi distretti cittadini ed esercita il potere legislativo. Il sindaco nomina i direttori dei vari dipartimenti cittadini e gli altri dirigenti, a volte con l'approvazione del consiglio. Il sindaco ha potere di veto sulle ordinanze e sugli atti normativi e spesso è pure responsabile di predisporre il bilancio. Il consiglio approva le ordinanze, impone tributi e ripartisce il denaro tra i vari dipartimenti cittadini. Con la crescita delle città, i singoli seggi in consiglio hanno finito per rappresentare più distretti.

Sistema Council-Manager. Il modello del city manager è stato elaborato per rispondere alla complessità sempre maggiore dei problemi urbani, che richiede una competenza manageriale non sempre posseduta dagli eletti. Si è così pensato di affidare gran parte delle funzioni esecutive, compresi i servizi di polizia, ad una persona con esperienza gestionale. Il sistema basato sul city manager, che viene adottato da sempre più città, prevede la presenza di un piccolo consiglio eletto, che emana le ordinanze cittadine e determina la politica della municipalità. Il consiglio assume un amministratore pagato, il city manager appunto, a cui affida l'applicazione delle decisioni politiche. Il manager redige il bilancio e supervisiona gran parte dei dipartimenti cittadini. In genere, l'incarico non è a termine e il city manager rimane fino a quando il consiglio è soddisfatto del suo lavoro.

Sistema basato sulla Commissione. Le funzioni esecutive e legislative sono svolte da uno stesso gruppo organo collegiale, di solito composto da tre o più persone, elette da tutta la città. Ogni componente è responsabile del lavoro di uno o più dipartimenti cittadini. Il presidente della commissione è spesso denominato "sindaco", ma nulla differenzia i suoi poteri da quelli degli altri commissari.

La Contea
La contea è una suddivisione dello Stato. Anche i modelli di contea variano molto. Ad esempio, ognuno dei cinque boroughs in cui è divisa New York è una contea. D'altro canto, la Contea di Arlington, in Virginia, separata da Washington dal Potomac, è priva di municipalità ed è governata da un'amministrazione unitaria di contea. Quando, come in questi casi, i governi cittadini e di contea coincidono, si è in presenza del modello denominato consolidated city-county, utilizzato da diverse grosse città.

In gran parte delle contee statunitensi, un centro urbano svolge le funzioni di capoluogo, in cui si riunisce la commissione di contea. Nelle contee più piccole, la commissione viene eletta in un unico collegio, che comprende tutto il territorio. Nelle maggiori, i commissari (o supervisori) rappresentano i vari distretti. La commissione impone i tributi, assegna i fondi, fissa lo stipendio ai dipendenti dell'ente, sovrintende alle elezioni, cura la costruzione e il mantenimento di strade e ponti, amministra i programmi di welfare nazionali, statali e di contea. In qualche stato del New England, le contee non hanno funzioni di governo e sono unicamente divisioni del territorio.

La Town e il village
Migliaia di municipalità sono troppo piccole per essere qualificate come city. Sono così denominate towns e villages. Queste forme minori di governo locale curano i bisogni essenziali del territorio, come assicurare il mantenimento e l'illuminazione delle strade, assicurare i rifornimenti idrici, fornire i servizi di polizia e antincendio, promulgare i regolamenti di sanità, provvedere alla raccolta dei rifiuti e alle fognature, raccogliere i tributi locali, amministrare i servizi scolastici d'intesa con lo stato e la contea. In molti stati il termine "town" non ha un significato giuridico preciso e indica semplicemente i centri abitati. In altri stati, town indica un sistema di governo municipale (come, in altri stati, la civil township). L'ente è amministrato generalmente da un consiglio elettivo, indicato con nomi diversi. L'organo può avere un presidente, che svolge le funzioni di capo esecutivo, o può esistere un sindaco eletto. I dipendenti possono includere un segretario, un tesoriere, funzionari di polizia e dei pompieri, addetti alla salute e all'assistenza pubblica.

Un aspetto unico del governo locale, che si riscontra soprattutto nel New England, è il "town meeting." Una volta all'anno, o più di frequente se necessario, gli elettori registrati della comunità si riuniscono in assemblea per eleggere i funzionari pubblici, dibattere degli argomenti locali ed approvare norme locali. L'assemblea decide sulla costruzione e la manutenzione di strade, edifici pubblici, tasse, bilancio dell'ente locale. Il town meeting, che esiste da più di due secoli, è spesso citato come la forma più pura di democrazia diretta, in cui il potere di governo non è delegato, ma esercitato direttamente e con cadenza regolare da tutta la popolazione.

Altre forme di governo locale
I livelli di governo federale, statale e locale appena descritti non esauriscono l'intera gamma delle amministrazioni statunitensi. Il Bureau of the Census (dipendente dal Dipartimento del Commercio) ha identificato non meno di 84.955 unità di governo locale negli Stati Uniti, comprese contee, municipalità, townships, distretti scolastici e distretti con altre funzioni speciali. Negli Stati Uniti, come dappertutto, gli enti pubblici hanno assunto sempre più funzioni. Nel periodo coloniale, anche nelle città maggiori, il numero di poliziotti e pompieri era ridotto e i governi locali provvedevano a poco più che a illuminare e tenere pulite le vie. Il cittadino provvedeva da sé a proteggere le sue proprietà (se le aveva) e a far fronte alle necessità della sua famiglia. Con l'andar del tempo, far fronte a questi bisogni è sempre più stato visto come onere dell'intera comunità, attraverso l'azione di uno o più livelli di governo. Anche nelle città minori, polizia, pompieri, assistenza pubblica e salute sono esercitate dai governi locali. Di qui lo sviluppo intricato delle competenze pubbliche a vari livelli.

Diritto di voto
Il diritto di voto spetta a tutti i cittadini che abbiano compiuto diciotto anni. Tutti i 50 stati, assieme al District of Columbia, votano alle elezioni presidenziali. D'altro canto, il distretto federale, insieme ad altri possedimenti, come Porto Rico e Guam, non ha una rappresentanza al Congresso. Ogni commonwealth, territorio o distretto può eleggere solo un delegato, senza diritto di voto, alla Camera dei rappresentanti. L'esercizio del diritto di voto può essere limitato a seguito di una condanna per alcuni reati gravi (le leggi dei vari stati sul punto sono molto diverse).

Gran parte dei Padri Fondatori detestavano l'idea dei partiti politici. Erano convinti che "le fazioni" sarebbero state maggiormente interessate ai litigi piuttosto che a lavorare per il bene comune. Volevano che i singoli cittadini votassero per singoli candidati, senza subire l'interferenza di gruppi organizzati. Questo modello non si realizzò.

A partire dal 1790, i sostenitori dei diversi punti di vista riguardo alla politica del nuovo paese iniziarono ad unirsi per conquistare il consenso alla loro causa. I seguaci di Alexander Hamilton presero il nome di Federalisti. Portavano avanti l'idea di un forte governo centrale, atto a favorire lo sviluppo di commercio e industria. Coloro che appoggiavano Thomas Jefferson, chiamati Jeffersoniani e dopo anche "Anti Federalisti", presero il nome di "Repubblicani" o "Partito democratico - repubblicano". La loro piattaforma politica prediligeva una repubblica decentrata, prevalentemente agricola, in cui il potere del governo federale fosse il più possibile ridotto. L'ultimo candidato alla presidenza federalista si presentò alle elezioni del 1816. All'inizio degli anni '20 del XIX secolo, i Federalisti sparirono e, per qualche tempo, i Democratici - repubblicani furono l'unico partito del paese.

Nel 1828, la candidatura alla presidenza del generale Andrew Jackson determinò la nascita di un nuovo sistema bipartitico. Il partito Democratico - Repubblicano, infatti, si divise: gli Jacksoniani formarono quello che poi diventò il Partito Democratico. Coloro che sostennero la candidatura di John Quincy Adams vennero indicati come National Republicans. Anni dopo, i National Republicans vennero sostituiti dai Whigs, nome mutuato dallo storico partito anti realista britannico in polemica contro la presidenza di Jackson, accusata di assumere caratteri monarchici.

A metà del XIX secolo, il tema della schiavitù divenne il centro del dibattito politico. A dividere era soprattutto la questione se permettere o meno la schiavitù nei nuovi territori dell'Ovest. Il partito Whig si divise sulla questione e iniziò a declinare. Fu rimpiazzato, a partire dal 1854, dal Partito Repubblicano, la cui principale proposta fu quella di escludere la schiavitù da tutti i territori. Sei anni dopo, il nuovo partito vinse la presidenza con Abraham Lincoln.

I partiti si erano ormai imposti come le strutture politiche dominanti del paese e l'appartenenza ad uno di essi era diventata una parte importante nella concezione che molte persone avevano di sé stesse. La lealtà al partito iniziò a passare di padre in figlio e le attività di partito entrarono a far parte della vita sociale delle comunità.

A partire dagli anni '20, le riforme delle amministrazioni locali e nello statuto del pubblico impiego, le primarie per le elezioni presidenziali - che hanno parzialmente ridotto il potere dei politici alle convenzioni nazionali - le leggi contro la corruzione hanno cambiato il modo di fare politica.

Partiti terzi
Negli Stati Uniti, oltre ai due maggiori partiti, sono esistite numerose formazioni politiche minori, i cosiddetti "partiti terzi". Alcuni di questi, come il Partito Socialista, il Partito Populista, il Farmer Labor Party, hanno avuto un certo seguito, che però non si è mai tradotto in successi elettorali. I partiti terzi hanno spesso richiamato l'attenzione su politiche che sono state alla fine fatte proprie dai partiti maggiori, come l'abolizione della schiavitù e le leggi sul lavoro dei bambini. Gran parte delle cariche pubbliche statunitensi sono elette mediante un sistema uninominale maggioritario a turno unico. Anche se alcune città e lo Stato dell'Illinois avevano sperimentato sistemi elettorali basati sul proporzionale, nel 1967 il Congresso degli Stati Uniti ha proibito l'utilizzo di questo sistema alternativo per le elezioni legislative federali. Anche questo incoraggia il bipartitismo.

Un altro fattore che ha favorito l'affermarsi dei due maggiori partiti è stato determinato dalle modalità di voto. In origine, gli elettori andavano ai seggi e dichiaravano pubblicamente il nome del candidato preferito. Più tardi, si cominciarono ad usare schede elettorali, stampate a cura dei partiti, che venivano inserite nell'urna dagli elettori. Alla fine del XIX secolo però, il voto segreto iniziò a diventare d'uso comune nel paese, per ostacolare il frequente malcostume dei partiti, che tendevano a far assumere nei vari enti pubblici gli elettori più fedeli. La stampa della scheda elettorale divenne quindi responsabilità dei singoli Stati. Gli organi legislativi statali erano già dominati da Repubblicani e Democratici e quindi i due maggiori partiti ebbero l'opportunità di ostacolare i concorrenti minori. A partire dalla paura rossa, che colpì il Paese dopo la fine della Prima guerra mondiale, furono promulgate diverse leggi restrittive che aumentavano il numero di firme necessarie per presentare un candidato, diminuendo nel contempo il periodo legale di raccolta delle stesse. Di conseguenza, le candidature dei partiti minori divennero più difficili.

Non bisogna poi sottovalutare altri ordini di ragioni, che traggono origine dallo stesso ordinamento statunitense. Mentre le democrazie moderne sono caratterizzate, pur in forme diverse, dalla presenza di un vincolo fiduciario tra esecutivo e legislativo (i governi ricevono la fiducia da almeno una camera), negli Stati Uniti il potere esecutivo è esercitato da un soggetto eletto direttamente dai cittadini, che non ottiene la fiducia dal corpo legislativo. Ciò avviene sia a livello federale (Presidente) sia a quello statale (Governatore) e non è necessario ricorrere alla formazione di coalizioni in Parlamento per sostenere un Governo. In altri paesi, al contrario, il ruolo del Parlamento nella fiducia al Governo esalta il ruolo dei gruppi parlamentari e, quindi, dei partiti che li esprimono.

To cross the aisle
Bisogna tenere in considerazione un fatto, spesso sottovalutato. Il partito statunitense è connotato da un maggiore individualismo rispetto a quelli di altri paesi. In genere gli eletti sostengono le linee politiche del partito a cui appartengono ("toe the line"), ma spesso non esitano a votare contro, schierandosi con gli oppositori ("cross the aisle"), se ritengono una determinata proposta contraria agli interessi dei loro collegi elettorali o, più semplicemente, se non approvano una determinata politica. Esempi recenti si possono trovare in determinate materie molto controverse, come la riforma della Sicurezza sociale, il bilancio federale e alcune politiche sull'ambiente.

Nelson W. Polsby, professore di Scienze politiche, nel libro Federalist Papers: Essays in Defense of the Constitution sostiene che "In America le stesse etichette politiche — Democratici e Repubblicani — occupano virtualmente tutti gli uffici elettivi e gli elettori si mobilitano ovunque per gli stessi due partiti. Ma Democratici e Repubblicani non sono ovunque gli stessi. Le variazioni, talvolta quasi impercettibili, altre volte clamorose, nelle culture politiche dei 50 stati portano a notevoli differenze tra coloro che votano o sono eletti nello stesso partito. Queste differenze potrebbero far sostenere, in maniera non del tutto ingiustificata, che il sistema americano dei due partiti ne nasconda uno di cento partiti".

Denaro e politica
Negli Stati Uniti, la politica è molto costosa, soprattutto quella a livello federale. Questa caratteristica è comune a tutti i paesi moderni, ma le dimensioni del territorio e della popolazione statunitensi, oltre che la loro varietà, rendono senza paragone l'ammontare di denaro necessario per la propaganda. Anche se in anni recenti i Repubblicani e Howard Dean (il secondo con l'utilizzo di Internet) hanno avuto un certo successo nella raccolta di fondi tra la gente comune, solo una minima parte dei finanziamenti alla politica provengono dalla raccolta di offerte tra la gran massa dei simpatizzanti e entrambi i partiti dipendono dalle donazioni effettuate da grossi soggetti economici. Se tradizionalmente i Democratici si affidavano ai sindacati e i Repubblicani al mondo degli affari, i vent'anni scorsi hanno determinato diversi cambiamenti. Dal 1984, le imprese hanno superato i sindacati nel ruolo di maggiori finanziatori delle campagne democratiche. La dipendenza dai donatori è parecchio controversa e ha portato ad una serie di leggi che hanno in parte regolamentato il fenomeno. La necessità di rispettare la libertà di parola, garantita dal Primo Emendamento, ha però portato a leggi più limitate rispetto a quelle di altri paesi. Agli inizi del 2006, lo scandalo originato dai finanziamenti concessi dal lobbista Jack Abramoff ha posto la questione una volta di più sotto i riflettori della cronaca.

Visioni politiche all'interno dei due partiti maggiori
Durante il XX secolo, le filosofie politiche dei due partiti maggiori hanno avuto radicali cambiamenti. Dalla seconda metà del XIX secolo, fino all'inizio del Novecento il Partito Repubblicano era considerato il più liberal dei due, mentre i Democratici si collocavano piuttosto sul versante conservatore e populista.

Con la presidenza di Franklin D. Roosevelt, le cose iniziarono a cambiare. Il New Deal portò all'avvio di molti programmi nel campo dei lavori pubblici, che aiutarono a rivitalizzare l'economia dopo la crisi del 1929, oltre che all'istituzione della Social Security e di molti altri enti federali. Il successo di Roosevelt, incrementato dalla vittoria nella Seconda Guerra Mondiale, comportò una polarizzazione dell'elettorato nazionale. Se i Democratici di Roosevelt si spostarono in larga parte a sinistra, i Repubblicani (in misura minore) divennero più di destra.

Durante gli anni '50 e i primi '60, entrambi i partiti esprimevano essenzialmente una politica nazionale di centro. In entrambi esistevano correnti liberal, moderate e conservatrici, che avevano praticamente la stessa influenza.

All'interno del Partito Democratico, liberal e conservatori convissero fino al 1972, quando la candidatura di George McGovern segnò la vittoria dell'ala liberal. La prevalenza dei conservatori nel Partito Repubblicano può farsi risalire alla candidatura e alla successiva ampia vittoria di Ronald Reagan nel 1980.

Da allora, i due partiti hanno cominciato ad essere identificati con il loro orientamento dominante. Nondimeno, il partito Repubblicano continua ad avere esponenti liberal e i Democratici seguitano ad annoverare molti neoliberali (che spesso si riconoscono nel Democratic Leadership Council) e conservatori. Questi politici eccentrici rispetto all'orientamento maggioritario dei rispettivi partiti hanno una notevole importanza, in quanto favoriscono gli accordi tra Democratici e Repubblicani. Spesso aiutano il loro partito a vincere elezioni in zone storicamente avverse: è il caso dei Repubblicani Rudy Giuliani, George Pataki, Richard Riordan e Arnold Schwarzenegger.

Organizzazione partitica
Contrariamente alla maggior parte delle democrazie, negli Stati Uniti i partiti politici non hanno una grande organizzazione burocratica. I due partiti maggiori non dispongono di una struttura nazionale che controlli e determini le attività e le posizioni politiche, anche se organizzazioni simili esistono talvolta a livello statale. Una persona può spesso diventare membro di un partito, semplicemente dichiarando la sua adesione. In certi Stati, un elettore può registrarsi come membro di un partito o votare alle primarie, ma questo non gli conferisce alcun diritto o alcun dovere nei riguardi del partito. Una persona può partecipare alla riunione del locale comitato democratico e, il giorno successivo, prendere parte ai lavori del comitato repubblicano, o viceversa. Nei fatti, la via per fare carriera all'interno di un partito passa per la partecipazione alle sue attività e richiede, in genere, buone capacità di persuasione.

L'identificazione partitica si formalizza per chi intende candidarsi ad elezioni partisan (ossia quelle in cui i candidati sono presentati da un partito). In gran parte degli Stati i partiti scelgono i propri candidati in base al risultato di elezioni primarie, a cui si presentano tutti coloro che intendono ottenere la nomination del partito. Anche se il comitato del partito spesso appoggia uno dei candidati alla nomination, in definitiva l'ultima parola spetta agli elettori delle primarie. Anche il diritto di voto alle primarie varia a seconda degli Stati. In alcuni casi, le primarie sono "chiuse", ossia consentono la partecipazione soltanto agli elettori registrati per il partito, mentre in altri sono "aperte" e, quindi, può prendervi parte qualsiasi elettore, anche se registrato per un altro partito o come indipendente.

Ne consegue che i partiti statunitensi sono privi di una forte organizzazione centrale, come pure di un'ideologia profondamente condivisa. Un partito non può rifiutare un candidato che disapprova la maggior parte delle posizioni politiche del partito stesso, una volta che gli elettori, attraverso le primarie, si sono pronunciati a suo favore.

A livello federale, entrambi i partiti maggiori dispongono di un comitato nazionale (il Democratic National Committee e il Republican National Committee), che agisce come centro per la raccolta dei fondi, soprattutto nel caso delle campagne per la presidenza. L'esatta composizione dei comitati nazionali è diversa a seconda del partito, ma in generale, sono composte da rappresentanti dei partiti statali e di altre organizzazioni affiliate, oltre che da personalità importanti nel partito. Come già riferito, peraltro, i comitati nazionali non hanno il potere di dirigere le attività politiche dei singoli membri del partito.

Allo stesso modo, anche se entrambi i partiti hanno un presidente, questi non è, in realtà, il "capo" del partito stesso. Ne consegue che è spesso difficile individuare una qualche leadership partitica. In maniera un po' tautologica, possono essere definiti parties' leaders coloro che riescono ad orientarne l'attività politica, convincendo i membri a seguire le loro direttive. In genere, i capi dei rispettivi partiti sono coloro che rivestono le cariche più alte a livello federale, la Presidenza, oppure direzione dei gruppi congressuali alla Camera dei Rappresentanti e al Senato. Anche questa leadership, comunque, è tale fino a quando i membri del partito intendono seguirla. Dal punto di vista formale, il Presidente in carica è considerato ex officio capo del suo partito, colui che nomina il presidente del comitato nazionale. Lo stesso, in anno elettorale, si può dire per il candidato alla presidenza del partito avversario, in un anno elettorale.

Tutti e due i partiti hanno poi distinti comitati elettorali, che supportano le campagne ad un dato livello. I più importanti sono gli Hill committees, che curano l'elezione dei candidati ad entrambe le camere del Congresso.

In ogni Stato esistono partiti statali, le cui strutture differiscono a seconda delle leggi statali.

Porto Rico ha i suoi partiti, separati da quelli statunitensi. I principali sono il Nuovo Partito Progressista (PNP), il Partito Popolare Democratico (PPD) e il Partito Indipendentista Portoricano (PIP).

Gruppi di pressione politica
Numerosi sono i gruppi d'interesse che cercano di influire sulle decisioni politiche: le organizzazioni che rappresentano le aziende premono per abbassare le tasse sulle imprese e per limitare il diritto di sciopero, mentre i sindacati richiederanno leggi in favore del salario minimo e di contratti collettivi. Altri gruppi d'interesse, come le chiese e i diversi gruppi etnici, sono maggiormente preoccupati per tematiche che possono condizionare le loro organizzazioni o il loro credo. Un tipo di gruppo d'interesse che è cresciuto in numero e influenza negli ultimi anni è il political action committee, o PAC. Questo è formato da gruppi indipendenti, che si organizzano specificatamente su un'unica questione o su una serie di questioni, che contribuiscono economicamente alle campagne elettorali per il congresso americano o per la presidenza. Esistono limitazioni legali alla quantità di fondi che i PACs possono versare direttamente per i candidati nelle elezioni federali. Non ci sono tuttavia restrizioni sull'ammontare che i PACs possono spendere indipendentemente per difendere un punto di vista, o per convincere la comunità ad eleggere un candidato. I PACs oggi sono migliaia.

"I partiti politici sono minacciati dalla crescita esponenziale dei gruppi d'interesse, dalla crescita dei loro uffici operativi a Washington, D.C., e dal fatto che si relazionano direttamente al congresso e alle agenzie federali," dice Michael Schudson nel suo libro, pubblicato nel 1998, The Good Citizen: A History of American Civic Life. "Molte organizzazioni che guardano a Washington cercano aiuti finanziari e morali dai cittadini comuni. Siccome molti di questi si focalizzano su un ristretto numero di questioni o anche solo su un singolo problema, generalmente di enorme peso emotivo, questi competono con i partiti per i dollari, il tempo, e la passione, dei cittadini."

La quantità di denaro speso da questi gruppi continua a crescere, siccome le campagne elettorali diventano sempre più costose. Molti americani hanno la sensazione che questi ricchi gruppi — sia che siano aziende o sindacati o PACs organizzati per promuovere determinati punti di vista — siano così potenti, che i comuni cittadini possono fare ben poco per contrastare la loro influenza.

 
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