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CANDIDATURE
AUTONOME - Tralasciando il periodo che va dalla
fine del Settecento ai primi dell'Ottocento, quando,
per la situazione politica non ben stabilizzata e
per il sistema elettorale diverso, i pretendenti erano
spesso addirittura quattro o cinque, e venendo al
momento in cui, verso la metà del secolo scorso,
si sono andati affermando i due partiti (il democratico
ed il repubblicano) tuttora egemoni, troviamo le candidature
autonome dell'ex presidente Martin Van Buren, nel
1848, presentatosi in pratica come indipendente, e,
nel 1856, dell'altro ex presidente Millard Fillmore.
E' nel nostro secolo, comunque, che si hanno le più
grandi battaglie a tre per l'investitura popolare
a partire dal 1912, anno nel quale Theodore Roosevelt,
già presidente in carica dal 1901 al 1909,
decide, non avendo ottenuto la nomination dal proprio
partito - il repubblicano - che gli preferisce il
capo della Casa Bianca uscente William Taft, la fondazione
di un movimento "progressista" nazionale
guidando il quale consegue il massimo risultato elettorale
di un "terzo uomo" di tutta la storia USA.
Teodoro Roosevelt, difatti, precede di gran lunga
Taft ed ottiene vittorie in parecchi Stati tanto da
riportare 88 voti elettorali contro 8. Purtroppo per
lui, come spesso accade fra due litiganti, viene eletto
presidente il democratico Woodrow Wilson. Successivamente,
altri buoni risultati furono ottenuti da Robert La
Follette nel 1924; da J. Strom Thurmond ed Henry Wallace
(addirittura un "quarto uomo") nel 1948;
dall'ex governatore dell'Alabama George Wallace, nel
1968, e, da ultimo, dal senatore John Anderson nel
1980. Per la precisione, La Follette ottenne 13 delegati
nazionali e George Wallace ben 46 con quasi dieci
milioni di voti concentrati, ovviamente, negli Stati
del Sud. L'avventura elettorale del miliardario texano
Ross Perot nel corso della campagna per la Presidenza
degli Usa del 1992 (poi ripetuta con minor successo
nel 1996) è stata vissuta dai giornali, dalla
radio e dalla televisione e, quindi, dal grande pubblico,
come qualcosa di assolutamente inedito, sorprendente
ed irripetibile. Nella realtà, guardando alla
storia delle elezioni presidenziali, in molteplici
altre occasioni, fin dall'inizio, i candidati alla
massima carica sono stati più di due e molti
tra questi terzi incomodi hanno ottenuto risultati
ben più brillanti di quanto abbia fatto Perot.
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