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BOSTON
- A sentirla parlare, con quella punta di accento
lusitano mai perduto, nessuno immaginerebbe di trovarsi
di fronte a una delle donne piu' ricche degli Stati
Uniti. Teresa Heinz Kerry, l'erede dell'impero del
ketchup che 'pesa' tra i 500 milioni e il miliardo
di dollari, first lady degli Stati Uniti se il senatore
del Massachusetts John Kerry vincera' la corsa alla
Casa Bianca il 2 novembre, ha chiuso la seconda serata
della Convention dei Democratici a Boston, con un
discorso molto 'liberal', da femminista militante,
da ambientalista convinta. Vestita con un elegante
tailleur in lino color fragola, Teresa, dopo avere
abbracciato a lungo il figlio Chris Heinz, che l'ha
presentata come la futura first lady degli Stati Uniti,
ha salutato nella lingua originale, tutti i popoli
che compongono gli Usa, anche gli italiani, in italiano.
Poco prima, al momento del suo ingresso sul palcoscenico
del FleetCenter di Boston, dove suo marito John ricevera'
giovedi' l'investitura ufficiale, Teresa, nata portoghese
del Mozambico, era stata applauditissima, accolta
da una marea di cartelli rossi ''We Love Teresa'',
vogliamo bene a Teresa. Non e' un'oratrice Teresa,
ma e' riuscita a convincere il pubblico, giocando
la carta della straniera che non solo e' diventata
una vera americana ricca, ma che riuscira', se tutto
va bene, ad accedere al piu' alto gradino del podio.
Ottiene un sacco di applausi quando spiega di avere
trovato ''the right guy'', l'uomo giusto per la Casa
Bianca, ma non deve neppure spiegare di chi si tratti.
Poi Teresa sintetizza alcune delle grandi linee del
programma politico del marito, quelle forse che piu'
lo differenziano dall'attuale inquilino della Casa
Bianca, George W. Bush. E cioe': puntare sulle donne,
le nuove tecnologie, la protezione dell'ambiente,
la previdenza sanitaria e l'istruzione di buon livello.
''John e' un lottatore - spiega Teresa - proteggera'
la sicurezza della nostra nazione senza sacrificare
le nostre liberta' civili''. Sottinteso: non come
Bush. LE ALTRE STAR DELUDONO UN PO' - Le altre
tre attesissime star della seconda serata hanno deluso
un po'. Il primo, Ted Kennedy, il senatore storico
del Massachusetts amico di Kerry, suo compagno di
banco a Capitol Hill, ha pronunciato un lungo discorso
storico, applauditissimo all'inizio, ma poi il pubblico
sembra essersi stancato. Il secondo, Howard Dean,
l'ex avversario di Kerry alle primarie, ha dato il
suo pieno appoggio al candidato democratico alla Casa
Bianca, ma ha anche lasciato trasparire tutta la sua
delusione e ha lasciato capire che e' sua intenzione
non abbandonare la scena nazionale. Il terzo, Obama
Barack, un nero, e' il giovane emergente su cui punta
l'establishment democratico. Era l'oratore principale
della serata in quanto 'keynote speaker', ha ottenuto
molti applausi, ma meno probabilmente di quanto si
aspettassero gli organizzatori.
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