|
WASHINGTON
- Il senatore John
Kerry ha vinto in nove dei dieci Stati
chiamati al voto: una valanga di suffragi, anche
negli Stati piu' popolosi, New York e la California.
Vittoria di misura solo in Georgia, dove Edwards
aveva concentrato i suoi sforzi. Unico Stato
dove non ha vinto e' il Vermont, andato a Dean,
gia' ritiratosi dalla corsa alla nomination. |
|
|
Primarie Hawaii, Idaho,
Utah
|
|
WASHINGTON,
25 FEB - John Kerry ha allungato la striscia
di vittorie per la nomination democratica alla
Casa Bianca, imponendosi nello Utah
e nell'Idaho.
Il senatore ha gia' collezionato 17 vittorie
su 19 competizioni elettorali, le ultime 10
consecutive. Ha ottenuto oltre il 50% dei voti
nelle primarie dello Utah e una percentuale
ben superiore nell'Idaho, dove ci sono state
delle assemblee. Il suo rivale piu' serio, il
senatore John Edwards, e' a meno del 30% nello
Utah e sotto il 20% nell'Idaho. |
|
|
Primarie California,
Connecticut, Georgia, Maryland, Massachusetts,
New York, Ohio, Rhode Island, Vermont, Minnesota
|
|
WASHINGTON,
03 Marzo. I primi exit-poll disponibili
nel Super Martedi' delle primarie democratiche
indicano che il senatore John Kerry e' in testa
in tutti gli Stati da cui giungono indicazioni:
8 su 10, perche' mancano informazioni solo da
Minnesota e Vermont. Secondo il sito Drudgereport,
che tradizionalmente rompe l'embargo sugli exit-poll,il
vantaggio di Kerry e' netto anche in Stati dove
sembrava che il suo rivale John Edwards potesse
insidiarlo: 12 punti in Georgia, 24 nel Maryland,
35 nell'Ohio. Si profila, in base a questi dati,
un bottino pieno per il senatore del Massachusetts. |
|
|
WASHINGTON,
18 FEB-Il senatore John Kerry vince anche
le primarie nel Wisconsin.
Ma il senatore John Edwards gli finisce a ridosso
e fa meglio del previsto. A scrutinio quasi
concluso Kerry' ha il 40% dei suffragi e Edwards
il 35%.La partita per la nomination democratica
alla Casa Bianca resta quindi aperta. Kerry
vanta 15 successi su 17 competizioni: una striscia
di vittorie che s'allunga dalle assemblee di
partito nello Iowa in poi. Edwards ha finora
solo una vittoria e un sacco di secondi e terzi
posti. |
|
|
Primarie Arizona, Oklahoma,
New Messico, Delaware, Nord Dakota, Sud Carolina,
Missouri
|
|
WASHINGTON,
4 FEB- Il senatore del Massachusetts John
Kerry ha vinto in 5 stati su 7 le primarie per
la nomination del candidato democratico alla
Casa Bianca. Kerry ha vinto a mani basse in
Missouri,
Delaware,
Arizona
e Nord
Dakota e si e' imposto di misura in
New Mexico.
John Edwards ha vinto in Sud
Carolina, dov'e' nato, ed e' giunto
secondo in Oklahoma,
dopo l'ex generale Clark. Ha annunciato il ritiro
il senatore del Connecticut Lieberman, che non
e' riuscito a imporsi nel Delaware. |
|
|
John
Kerry ha vinto le assemblee nello Iowa,
davanti a John Edwards e Howard Dean. Richard
Gephardt, quarto, progetta di ritirarsi. I risultati
sono estremamente positivi per Kerry e per Edwards,
autori d'una grossa rimonta nelle ultime settimane.
Dean e Gephardt, a lungo in testa nei sondaggi
dello Iowa, hanno invece perso terreno, mentre
Kerry ed Edwards avanzavano. Il risultato ottenuto
consente a Dean di puntare ancora alle primarie
del New Hampshire. |
|
|
Ex
governatore del Vermont, ex allievo di Yale,
laureato in medicina a New York, è il
candidato democratico che più assomiglia
a Bill Clinton. Quando ha cominciato a muovere
i primi passi nella corsa per le presidenziali,
la domanda più ricorrente non era «Ce
la farà?», ma «Quando si
ritirerà?». Oggi è il più
temuto dai colleghi. Conosciuto da pochi e sconosciuto
ai più, non potendo contare su una cerchia
di solidi appoggi a Washington, ha puntato tutto
su internet e ha messo a segno un paio di battute
giuste, al momento giusto, attirando l'attenzione
della gente. |
|
|
 Negli
Stati Uniti, le elezioni del Presidente, del
Vice Presidente e dei membri del Congresso
si tengono negli anni pari: ogni due anni
sono eletti tutti i membri della Camera dei
Rappresentanti e un terzo dei componenti del
Senato, mentre il Presidente e il Vice Presidente
sono eletti ogni quattro anni. Questanno,
quindi, saranno eletti il Presidente degli
Stati Uniti, il Vice Presidente, un terzo
dei membri del Senato, tutti quelli della
Camera, oltre a un quarto dei Governatori
degli Stati Uniti e numerosi altri pubblici
funzionari.
|
|
|
Per
quanto esistano, ai nostri giorni, negli Stati
Uniti, due partiti politici nazionali, presenti
in tutto il Paese - il repubblicano e il democratico
non è la struttura partitica a cercare
e proporre il candidato alla presidenza. Il
meccanismo elettorale, così come è
ora articolato, permette ad un qualsiasi esponente
politico di una qualche notorietà di
dichiararsi autonomamente "in corsa"
per la Casa Bianca, affrontando, poi, il giudizio
popolare attraverso primarie e caucus. |
|
|
In
alcuni Stati sono eletti nelle primarie, mentre
in altri sono scelti da assemblee (Caucus, v.
Glossario). Il numero di seggi che un partito
assegna a ciascuno Stato per i suoi delegati
di base è determinato in rapporto alla
popolazione, tenendo anche conto dei voti che
i candidati dei partiti hanno ricevuto in quello
Stato nelle ultime elezioni. I partiti eleggono
anche dei delegati speciali (delegates-at-large,
v. Glossario) scelti per la carica che ricoprono
in seno al partito (come ad esempio i membri
del Comitato Nazionale) o in quanto agiscono
in rappresentanza di un membro del Congresso |
|
|
|
A novembre negli Stati
Uniti le elezioni presidenziali
|
|
| WASHINGTON
– Madrid non è Washington; e un voto
non fa tendenza. Ma il 14 marzo della Spagna
potrebbe stare al 2 novembre degli Stati Uniti
- elezioni presidenziali - come l’11 marzo delle
esplosioni sui treni sta all’11 settembre dell’attacco
alle Torri Gemelle e al Pentagono. Il risultato
delle elezioni in Spagna coglie di sorpresa
l’Amministrazione americana del presidente George
W. Bush e desta preoccupazioni su tre fronti:
le elezioni, l’Iraq e la guerra contro il terrorismo. |
|
|
Primarie Florida, Mississippi,
Louisiana, Texas
|
|
WASHINGTON,9
MAR- Florida, Mississippi, Louisiana e Texas.
Primarie che assegnano 440 delegati per la convention
di Boston. Il senatore del Massachusetts John
Kerry le affronta senza rivali di peso e, dopo
i voti di oggi, potrebbe essere molto vicino
al traguardo, la nomina ufficiale a candidato
democratico alla Casa Bianca. Particolarmente
attese le primarie della Florida, lo Stato che
decise le elezioni del 2000. |
|
|
Primarie Nevada e Washington
D.C.
|
|
WASHINGTON,
14 FEB- John Kerry vince ancora, imponendosi
nelle assemblee di partito di sabato nel Distretto
di Columbia, dove sorge Washington,
e nel Nevada. Il battistrada della corsa dei
democratici alla nomination alla Casa Bianca
allunga la striscia dei successi (sono 14 su
16, ora). Martedi', il Wisconsin potrebbe decretare
la fine della gara per l'ex governatore Howard
Dean, secondo nel Nevada,
e ridurre la partita a due tra Kerry e il senatore
John Edwards, che, sabato, e' pero' andato male
dovunque. |
|
|
Primarie Virginia e Tennessee
|
|
WASHINGTON,
11 FEB - John Kerry s'e' imposto, nelle
primarie in Tennessee,
con oltre il 41% dei voti, davanti a John Edwards
(27%) e Wesley Clark (23%). Lo indicano i risultati,
che sono ormai definitivi, anche se non ancora
ufficiali. Anche in Virginia
la situazione è analoga. Quando lo scrutinio
degli oltre 500 mila voti espressi e' praticamente
ultimato, Howard Dean e' al 4%, Al Sharpton
all'1% e Dennis Kukinich all'1%. |
|
|
Primarie Michigan e Washington
|
|
WASHINGTON, 9 FEB - Il senatore John
Kerry ha incrementato il suo gia' notevole
vantaggio in termini di delegati sui rivali
democratici per la Casa Bianca. Kerry ha letteralmente
fatto razzia di delegati vincendo ieri le assemblee
di partito nel Michigan
e nello Stato di Washington.
Ieri ha ottenuto 143 delegati contro i 53 dell'ex
governatore del Vermont Howard Dean, finito
secondo in entrambi gli Stati. Nessun altro
candidato alla nomination ha ottenuto piu' di
dieci delegati. |
|
|
Prende anche voti repubblicani il senatore John
Kerry, che ha vinto nel New Hampshire le primarie
per la nomination democratica.C'erano anche
le primarie repubblicane, ma il presidente Bush
non ha rivali nazionali: sulla scheda, accanto
al suo c'erano solo i nomi di alcuni esponenti
locali alla ricerca di notorieta'. Bush ha avuto
l'85% dei suffragi. Ma la sorpresa e' che il
7% degli elettori registrati come repubblicani
presentatisi alle urne hanno votato per un democratico. |
|
|
Nato
in Pennsylvania nel 1965, 38 anni, italiano
ma con passaporto doppio (e dunque anche cittadino
americano) Marco Contini si è candidato
alle presidenziali del 2004. Giornalista, ha
lavorato per la Cnn e Il Manifesto, oggi scrive
per Il Riformista. La sua corsa alla Casa Bianca
è iniziata un po' per gioco, un po' per
dovere, ma, giura lui, verrà portata
avanti molto seriamente e soprattutto verrà
portata a termine. |
|
|
Per
quanto esistano, ai nostri giorni, negli Stati
Uniti, due partiti politici nazionali, presenti
in tutto il Paese - il repubblicano e il democratico
non è la struttura partitica a cercare
e proporre il candidato alla presidenza. Il
meccanismo elettorale, così come è
ora articolato, permette ad un qualsiasi esponente
politico di una qualche notorietà di
dichiararsi autonomamente "in corsa"
per la Casa Bianca, affrontando, poi, il giudizio
popolare attraverso primarie e caucus. |
|
|
Nella
carica di Presidente degli Stati Uniti, grosso
modo, coincidono e si uniscono i poteri che
in Italia sono divisi tra il presidente della
Repubblica e quello del Consiglio. Il solo importante
limite è quello della impossibilità
per il capo di Stato americano di avanzare direttamente
proposte di legge essendo tale prerogativa propria
dei membri del Congresso, senatori e deputati.
Sui quali, peraltro, egli può agire per
ottenere che avanzino progetti legislativi a
lui graditi (il mezzo tecnico più frequentemente
usato a tale riguardo è quello di indirizzare
specifici messaggi ai due rami del Parlamento). |
|
|
Conventions Statali e
Conventions Nazionali
|
|
Come
vengono scelti i delegati alla convention nazionale
di un partito da parte delle convention statali?
Per lo più questo processo prende avvio
nei distretti locali, dove membri e simpatizzanti
dei partiti si riuniscono in assemblee locali,
detti Caucus. Ciascun candidato cerca di portare
al Caucus il maggior numero possibile di sostenitori.
I delegati del distretto partecipano alle convention
di contea; successivamente ha luogo l’elezione
alle convention di collegio (Congressional district)
e poi quelle decisive, le convention degli Stati. |
|
|
Arrivare
alla Casa Bianca costa, tempo e denaro. La campagna
elettorale è lunga ed estenuante, le
prove che gli aspiranti presidenti devono affrontare
sono tante e il sistema è complicato.
Innanzi tutto non sono i partiti a scegliere
il candidato, ma gli elettori. Le regole per
la consultazione variano. I singoli stati indicono,
in tempi diversi, le elezioni primarie oppure
tengono delle assemblee elettive, i caucus. |
|
|