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L'impeachment
(letteralmente: accusa, incriminazione) è una
procedura costituzionale nella quale si concretizza
il potere giudiziario del Congresso degli Stati Uniti.
Tale procedura non è specificamente prevista
solo per il Presidente ma può riguardare anche
semplici funzionari federali.
ITER PROCESSUALE - L'iter processuale è
il seguente: la Camera dei Rappresentanti formula
le accuse che devono riguardare "casi di corruzione,
tradimento o altro delitto e crimine importante".
Successivamente, il Senato emette il suo giudizio
che, se è di condanna, implica la destituzione
dalla carica e l'interdizione dai pubblici uffici.
La legge prevede, più specificamente, che di
fronte alla Camera vengano prima presentate accuse
precise e che si proceda alla nomina di una speciale
commissione d'inchiesta sulla cui relazione si svolgerà
la discussione in aula. Se la votazione conseguente
è favorevole all'impeachment vengono formulati
i capi di accusa che sono trasmessi al Senato che
deve procedere. Al momento fissato per la discussione,
potendo naturalmente l'accusato essere presente e
difendersi, lo stesso Senato si costituisce in Alta
Corte. Nel caso in cui l'imputato sia il Capo dello
Stato, la Presidenza dell'organo viene abbandonata
dal vice presidente federale che normalmente ricopre
la carica e viene assunta, pro tempore, dal presidente
della Corte
Suprema Federale (ovviamente, la stessa cosa accade
se l'accusato è il vice presidente stesso).
DECISIONE FINALE - La decisione finale viene
presa a porte chiuse. In quasi tutti i singoli Stati
dell'Unione esistono norme analoghe per l'impeachment
dei politici e dei funzionari locali. Prima di Clinton
(che se la cavò abbastanza facilmente), la
procedura completa è stata usata solo una volta
nei confronti di Andrew Johnson, nel 1868. In tale
occasione il Senato respinse i due primi articoli
di impeachment con lo scarto, rispettivamente, di
uno e di due voti, sicché il processo, come
vuole la legge, fu rinviato "sine die" ed
il presidente se la cavò per il rotto della
cuffia. Contrariamente a quel che da più parti
si ritiene, Richard Nixon non fu sottoposto a questa
procedura per il Watergate perché, proprio
per evitarla, si dimise ed ottenne il "perdono
giudiziale presidenziale", da parte del suo successore
Gerald Ford, un mese dopo.
La Corte Suprema, alla fonte della democrazia.
La
Corte Suprema degli Usa è l'unico organo
giudiziario espressamente previsto dalla Costituzione
americana che, accanto ad esso, elenca "quelle
Corti minori che il Congresso potrà, di tempo
in tempo, creare e costituire". Nella mente dei
partecipanti alla Convenzione dalla quale trasse origine
la Costituzione degli Stati Uniti "la Corte Suprema
doveva essere il più alto tribunale federale
cui era affidato il compito prevalente di una uniforme
applicazione del diritto in tutti gli Usa ed una funzione
equilibratrice, di garanzia del corretto andamento
del meccanismo federale. Un'ulteriore prerogativa
spettante alla stessa Corte consiste nella cosiddetta
judicial review e cioè nel controllo di costituzionalità
delle leggi, siano esse statali o federali cosicché
la Corte Suprema finisce con il cumulare, grosso modo,
quelli che sono i compiti della nostra Corte di Cassazione
(inesistente negli Stati Uniti) e di quella Costituzionale.
I GIUDICI SUPREMI - Secondo il dettato della
Carta, i giudici appartenenti alla Corte Suprema devono
essere nominati (come gli alti funzionari statali)
dal presidente, con il consenso del Senato, e, a garanzia
della loro indipendenza, la stessa Legge Istitutiva
prevede che il nominato goda della "inamovibilità"
(è, pertanto, in carica a vita) e della "intangibilità
del trattamento economico" (l'indennizzo, secondo
per entità solo a quello del capo dello Stato,
non può essere diminuito per nessuna ragione
né tassato). Pertanto, il giudice federale,
al riparo da ogni possibile influenza del Parlamento
o del presidente, una volta nominato è libero
di esprimere le proprie indipendenti valutazioni.
Attualmente, il numero dei giudici è fissato
in nove compreso il presidente.
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