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Negli
Stati Uniti, le elezioni del Presidente, del Vice
Presidente e dei membri del Congresso si tengono negli
anni pari: ogni due anni sono eletti tutti i membri
della Camera dei Rappresentanti e un terzo dei componenti
del Senato, mentre il Presidente e il Vice Presidente
sono eletti ogni quattro anni. Quest’anno, quindi,
saranno eletti il Presidente degli Stati Uniti, il
Vice Presidente, un terzo dei membri del Senato, tutti
quelli della Camera, oltre a un quarto dei Governatori
degli Stati Uniti e numerosi altri pubblici funzionari.
La campagna per le elezioni presidenziali inizia
(a rigor di termini) soltanto in autunno. Prima però
(durante la primavera e l’estate) si tengono, in tutti
gli Stati, i caucus e le elezioni primarie (primaries,
v.Glossario), in cui si scelgono i delegati che parteciperanno
alle convention (congressi nazionali) dei partiti
stessi. I delegati a loro volta nomineranno i candidati
ufficiali dei loro partiti alla Presidenza e alla
Vice Presidenza. Quando i cittadini americani si recheranno
alle urne, il 7 novembre prossimo (il martedì
successivo al primo lunedì di novembre del
quarto anno dopo l’ultima elezione presidenziale,
come prescrive la Costituzione), voteranno formalmente
per il candidato presidenziale che preferiscono. Formalmente,
perché in effetti i cittadini votano per eleggere
gli Elettori presidenziali, che successivamente eleggeranno
il Presidente. Tutti i voti degli Elettori di uno
Stato vanno al candidato presidenziale che lì
ha ottenuto il maggior numero di suffragi popolari
rispetto agli avversari.
Ricordiamo che negli Stati Uniti i principali partiti
politici sono due: il Partito Democratico, tradizionalmente,
e soprattutto a partire dagli anni Trenta, considerato
il partito delle classi meno abbienti, favorevole
ad un ruolo moderato del governo federale in campo
economico e sociale; e il partito repubblicano (soprannominato,
dalla fine dell’Ottocento, Grand Old Party), che rappresenta
in genere gli elettori più abbienti e conservatori,
contrario all’intervento pubblico in campo economico
e sociale. Questo non esclude la possibilità
che si presentino anche candidati indipendenti, in
rappresentanza di formazioni minori. Da molto tempo,
però, non succede che un candidato indipendente
divenga Presidente.
In questa breve introduzione abbiamo cercato di descrivere
a grandi linee il processo elettorale americano; maggiori
dettagli si troveranno nel testo che segue, concepito,
per agevolare la consultazione, come un questionario,
e completato da un Glossario. Le colorite manifestazioni
pubbliche che accompagnano le elezioni presidenziali
americane unitamente alle innovazioni tecnologiche
che si susseguono ad ogni elezione - sondaggi e proiezioni
sempre più sofisticati, tecniche televisive
avanzate - garantiscono la massima diffusione delle
informazioni sul processo elettorale.
Semplificando al massimo, come si elegge il Presidente
degli Stati Uniti?
In primo luogo, il candidato svolge una campagna
all’interno del suo partito per ottenere la candidatura
ufficiale del partito stesso (nomination) in sede
di congresso nazionale (convention). Il periodo successivo
alla convention vede la competizione con il candidato
ufficiale dell’altro grande partito e, a volte, con
quelli dei partiti minori. Il confronto decisivo ha
luogo il giorno delle elezioni. Il candidato deve
conquistare il maggior numero di suffragi popolari
di ogni altro titolare di nomination in un numero
di Stati sufficiente ad ottenere la maggioranza dei
voti del Collegio degli Elettori (v. oltre). Se ci
riesce, conquista il diritto ad assumere la carica
di Presidente degli Stati Uniti.
Quali requisiti stabilisce la Costituzione per
gli aspiranti alla Presidenza?
Il Presidente deve avere almeno 35 anni, deve aver
vissuto negli Stati Uniti per 14 anni e deve essere
cittadino americano nato negli Stati Uniti. Ai sensi
del XXII Emendamento alla Costituzione, ratificato
nel 1951, nessuno può essere eletto Presidente
più di due volte.
Quand’è che un candidato inizia la sua
campagna elettorale?
Oggigiorno, i candidati, o le candidate, cominciano
a spostarsi da un capo all’altro del paese, sostenendo
dibattiti pubblici e stabilendo i necessari contatti,
anche due o tre anni prima delle elezioni. I candidati
sono costantemente in comunicazione con i dirigenti
dei loro partiti nelle varie regioni, e intensificano
la frequenza delle visite negli Stati politicamente
più importanti, cioè quelli più
popolosi e quelli che per primi eleggono i loro delegati
alla convention. I sostenitori raccolgono fondi per
coprire le spese della campagna, e col passare del
tempo il candidato raccoglie attorno a sé uno
staff che si incarica di scrivere i discorsi, fornire
la documentazione necessaria, contattare i sostenitori
e reperire i finanziamenti.
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