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Come
sono finanziate le elezioni presidenziali?
Una legge del 1971 e i successivi emendamenti hanno
modificato radicalmente le regole sul finanziamento
delle campagne elettorali. Questa legge, nella versione
emendata, fissa limiti alle spese e ai contributi
e, a certe condizioni, prevede il finanziamento federale
di parte dei costi delle elezioni primarie e dell’intero
costo delle elezioni generali. Si calcola che nel
1992 il costo globale per eleggere il Presidente sia
stato di circa 550 milioni di dollari.
Da dove provengono i fondi governativi?
Una parte importante dei contributi governativi proviene
dal fondo per le elezioni presidenziali che i contribuenti
creano dichiarandosi disponibili a destinarvi la somma
di un dollaro, o di due dollari nel caso di una dichiarazione
congiunta di due coniugi, all’atto della dichiarazione
annuale dei redditi.
In quale altri modi i candidati raccolgono fondi?
Una fonte sempre più importante di finanziamento
è costituita dai cosiddetti comitati di azione
politica (v. political action committees), comunemente
indicati con la sigla PAC. Si tratta di organismi
che vengono costituiti da aziende private, dai sindacati,
da associazioni professionali e da altri gruppi allo
scopo di raccogliere fondi fra i loro iscritti e dipendenti
da devolvere a questo o quel candidato. Tuttavia,
la legge limita le spese complessive che i candidati
possono sostenere per la propria campagna elettorale,
sia nei singoli Stati, sia a livello nazionale.
Esistono altri metodi per finanziare le campagne
elettorali?
Uno dei più comuni è quello di organizzare
pranzi o ricevimenti dove gli elettori più
abbienti possono intrattenersi amichevolmente con
questo o quel candidato. Ma vi sono anche concerti
ed eventi culturali in cui gli artisti devolvono i
proventi alla campagna del loro favorito. Un’altra
fonte di finanziamento è la spedizione di materiale
propagandistico ai potenziali sostenitori.
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