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Howard
Dean, l'uomo venuto dal web
Nessuno puntava su di lui e lui ha puntato tutto su
internet
Ex governatore del Vermont, ex allievo di Yale, laureato
in medicina a New York, è il candidato democratico
che più assomiglia a Bill Clinton. Quando ha
cominciato a muovere i primi passi nella corsa per
le presidenziali, la domanda più ricorrente
non era «Ce la farà?», ma «Quando
si ritirerà?». Oggi è il più
temuto dai colleghi. Conosciuto da pochi e sconosciuto
ai più, non potendo contare su una cerchia
di solidi appoggi a Washington, ha puntato tutto su
internet e ha messo a segno un paio di battute giuste,
al momento giusto, attirando l'attenzione della gente.
Lo scorso 20 giugno suo figlio Paul, 17 anni, è
stato colto con le mani nel sacco mentre rubava alcolici
in un locale (ad aggravare la situazione, una legge
che, negli States, proibisce ai minori di 21 anni
di consumare alcol). Senza scomporsi, Dean ha cancellato
tutti gli appuntamenti per il fine settimana, per
stare vicino al figlio: «Quando un ragazzo ha
problemi di questo tipo, si tratta di una crisi familiare
e penso sia importante che io mi trovi in casa in
questi momenti». Impennata di gradimento. Tre
giorni dopo l'ufficializzazione della candidatura
alla Casa Bianca. Mentre il suo partito tentennava
sulla politica estera, lui ha apertamente criticato
Bush, accusandolo di non essere riuscito, con la sua
guerra in Iraq, a garantire la sicurezza del Paese.
Non pago, si è scagliato anche contro i colleghi:
«La mia battaglia - ha detto - sarà non
solo contro i conservatori, ma anche contro i democratici
troppo facili al compromesso e contro l'establishment
della capitale federale: tutti responsabili di allontanare
la gente dalla politica». Ovazioni.
Tra il 24 e il 25 giugno il sito MoveOn.org ha organizzato
delle finte elezioni primarie online, per stabilire
chi potesse essere, secondo i navigatori, il candidato
democratico alle prossime presidenziali. Risultato:
una vittoria schiacciante di Dean, che si è
accaparrato il 44% dei voti. Ma il web non ha dato
all'ex Governatore solo soddisfazioni morali. Circondato
da uno staff di esperti, come si conviene a un candidato
serio, Dean ha nel suo entourage un nutrito gruppo
di giovani e di smanettoni, che hanno contribuito
al suo successo mettendo in rete un sito ottimo, sempre
aggiornato, all'avanguardia e con strumenti che garantiscono
un'elevata interattività. Insomma, Dean ha
bypassato i salotti di Washington, ha contraddetto
il partito, è andato dritto al cuore della
gente e ha vinto. Per ora. Non solo: grazie al web
ha potuto raccogliere, tramite sottoscrizioni volontarie
online, un notevole numero di dollari (7 milioni e
mezzo soltanto al primo di luglio), fondamentali,
più che l'aria, per condurre una campagna elettorale,
soprattutto la campagna del 2004, con Bush che fa
man bassa di contanti ovunque vada. Gli altri candidati,
compreso il presidente, gli sono corsi dietro subito
approntando siti su siti, ma lui ha dalla sua un'altra
carta: nel suo team un gran numero di consiglieri
che contribuirono alla vittoria di Clinton nel 1992.
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